Susanna Camusso (Cgil): “1,5 miliardi per creare lavoro”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 gennaio 2014 20:32 | Ultimo aggiornamento: 5 gennaio 2014 20:33
Susanna Camusso (Cgil): "1,5 miliardi per creare lavoro"

Susanna Camusso (Foto Lapresse)

ROMA – Investire 1,5 miliardi per creare lavoro e contrastare la disoccupazione: la leader della Cgil, Susanna Camusso, incalza ancora il governo e chiede risorse, ora, per sostenere l’occupazione, soffocata dall’onda lunga della crisi.

Il dibattito è stato riacceso dal neosegretario del Pd, Matteo Renzi, che ha preannunciato una proposta, il suo Job Act sul mercato del lavoro. Mentre il ministro Enrico Giovannini garantisce un cambio di rotta del governo: oggi “la prospettiva va cambiata”.

“Quantifichiamo in un miliardo e mezzo la cifra necessaria per cominciare a creare qualche centinaio di migliaia di posti di lavoro, con finalità ed un progetto precisi”,

indica Susanna Camusso, ospite di Lucia Annunziata a ‘In 12h’.

“La nostra idea è che il Paese deve cominciare a investire su se stesso”, puntare su opportunità concrete, come ad esempio un piano di emergenza per la Terra dei Fuochi o nuove iniziative legate a Expo2015, anche spendendo fondi europei. Il tema vero oggi deve essere creare lavoro”.

Il pressing della leader della Cgil è per uno Stato che spenda per questo obiettivo: 

“Bisogna uscire da questa paura che se si crea direttamente lavoro ci sarebbe un pubblico che invade l’economia, bisogna superare l’obiezione, che viene sempre fatta, che se si crea lavoro è un costo e non ce lo possiamo permettere, perché al contrario è un investimento”.

Sul piano Renzi né aperture né chiusure:

“Per ora il Job Act non c’è, e bisognerebbe vederlo prima di poter dire se si è a favore o contrari”. E’ sbagliata “una discussione tutta incentrata sulle regole, come se fossero le regole che creano o distruggono lavoro”, avverte.

La proposta del contratto unico? Per Susanna Camusso la svolta sarebbe superare un sistema contrattuale improntato ad una “pluralità delle forme”, perché altrimenti “la scelta del datore di lavoro sarà sempre quella di cercare quella meno costosa e che scarica più oneri sul lavoratore”.

Una sistema di ammortizzatori sociali universale, che garantisca anche i precari? “Finalmente. E’ un nostro slogan da tempo infinito”. Una stoccata al leader della Fiom, Maurizio Landini, vicino alle tesi di Renzi:

“sposa ora proposte dell’ultimo congresso della Cgil, dove era all’opposizione, mi vien da dire meglio tardi che mai”.

 

 

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