Economia

Spia vendeva segreti fiscali del governo. Susanna Masi era la consigliera di Padoan

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Una spia al ministero dell’Economia: per i pm vendeva segreti a Ernst & Young

ROMA – Spia vendeva segreti fiscali del governo. Susanna Masi era la consigliera di Padoan. Avrebbe preso 220mila euro dal suo ex datore di lavoro Ernst & Young per rivelare il contenuto delle discussioni e dei dossier riservati in materia fiscale del governo italiano: Susanna Masi, consulente tecnico-legale del Ministero dell’Economia nominata da Monti e passata attraverso i vari esecutivi fino all’attuale ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, è accusata dai pm di Milano di essere una spia a libro paga della filiale italiana del colosso della consulenza legale tributaria.

I pm milanesi Paolo Filippini e Giovanni Polizzi fondano le loro accuse su una serie di mail sequestrate e telefonate intercettate: insieme a Susanna Masi, sono finiti sotto inchiesta per corruzione la stessa Ernst & Young Italia e il suo senior partner e rappresentante italiano Marco Ragusa. Luigi Ferrarella sul Corriere della Sera dà conto degli sviluppi della clamorosa indagine.

L’accusa di «rivelazione di segreto» appare legata al fatto che Masi — secondo la lettura che la Procura fa di mail del 30 maggio 2013 e di intercettazioni del 28 marzo 2014 — avrebbe «comunicato a Ernst & Young notizie riservate, ottenute per ragioni d’ufficio e che dovevano restare segrete, relative alla proposta di introduzione di una tassa europea sulle transazioni finanziarie», e «discusse tra i rappresentanti degli 11 Stati partecipanti ai lavori della cooperazione internazionale». Un oblò assai prezioso da sbirciare per la società, tanto da innescare un giro di mail tra il rappresentante italiano di Ernst & Young e i suoi colleghi di filiali di altri Paesi, tutti interessati a capire (dallo «spiffero» italiano) cosa bollisse in pentola. (Luigi Ferrarella, Corriere della Sera)

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