Svimez, sud Italia cresciuto la metà della Grecia in 13 anni: 1 su 3 è povero

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 luglio 2015 11:02 | Ultimo aggiornamento: 30 luglio 2015 11:02
Svimez, sud Italia cresciuto la metà della Grecia in 13 anni: 1 su 3 è povero

Svimez, sud Italia cresciuto la metà della Grecia in 13 anni: 1 su 3 è povero

ROMA – Un italiano su 3 al sud Italia è povero e la crescita del Mezzogiorno dal 2000 al 2013 è stata la metà di quella greca. A dirlo sono i dati raccolti da Svimez nel Rapporto sull’economia del Mezzogiorno 2015 sulla situazione economica italiana e in particolare del sud. Il divario tra centro-nord e sud si amplia, spiega Svimez, mentre resta alto l’allarme lavoro e cresce il numero di poveri. Se al nord è povero un cittadino su 10, al Mezzogiorno la povertà riguarda un cittadino su 3.

DIVARIO PIL – Il divario del Pil pro capite tra Centro-Nord e Sud è tornato ai livelli del secolo scorso, dettaglia ancora il rapporto Svimez. In particolare, in termini di Pil pro capite, il Mezzogiorno nel 2014 è sceso al 63,9% del valore nazionale, un risultato mai registrato dal 2000 in poi. Recentemente, uno studio di Confindustria aveva mostrato che il Mezzogiorno offre segnali di ripresa, dal calo della cassa integrazione al recupero dell’occupazione, ma aveva anche aggiunto che bisognerà aspettare il 2025 (assumendo per altro una crescita in linea con il resto del Paese) per recuperare i 50 miliardi di Prodotto interno dispersi negli anni della recessione.

OCCUPAZIONE IN CALO – Tornando ai dati Svimez, resta comunque un allarme sul fronte del lavoro: “Il numero degli occupati nel Mezzogiorno, ancora in calo nel 2014, arriva a 5,8 milioni, il livello più basso almeno dal 1977, anno di inizio delle serie storiche Istat”. Emerge poi che i consumi delle famiglie meridionali sono ancora scesi, arrivando a ridursi nel 2014 dello 0,4%, a fronte di un aumento del +0,6% nelle regioni del Centro-Nord. Qui si è registrato un recupero dei consumi di beni durevoli, con un aumento delle spese per vestiario e calzature (+0,3%) e di altri “beni e servizi”, categoria che racchiude i servizi per la cura della persona e le spese per l’istruzione (+0,9%). In crescita nel centro-nord anche i consumi alimentari (+1%), a fronte della contrazione del mezzogiorno (-0,3%). In generale, nel 2014 i consumi pro capite delle famiglie del mezzogiorno sono stati pari al 67% di quelli del Centro-Nord.

POVERO UNO SU 3 –  In Italia negli ultimi tre anni, dal 2011 al 2014, le famiglie assolutamente povere sono cresciute a livello nazionale di 390mila nuclei, con un incremento del 37,8% al Sud e del 34,4% al Centro-Nord. Quanto al rischio povertà, nel 2013 in Italia vi era esposto il 18% della popolazione, ma con forti differenze territoriali: 1 su 10 al Centro-Nord, 1 su 3 al Sud. La regione italiana con il più alto rischio di povertà è la Sicilia (41,8%), seguita dalla Campania (37,7%). La povertà assoluta è aumentata al Sud rispetto al 2011 del 2,2% contro il +1,1% del Centro-Nord. Nel periodo 2011-2014 al sud le famiglie assolutamente povere sono cresciute di oltre 190 mila nuclei in entrambe le ripartizioni, passando da 511 mila a 704 mila al Sud e da 570 mila a 766 mila al Centro-Nord.