Svizzera, Basilea dice stop alla tassa forfait. Ma Berna mantiene i privilegi

Pubblicato il 23 settembre 2012 15:56 | Ultimo aggiornamento: 23 settembre 2012 21:22
Basilea vista fiume

Basilea

GINEVRA – A Basilea dicono stop alla “tassa forfait”, la tassa tutto-compreso che faceva la felicità dei grandi evasori di tutto il mondo. Gli elettori del cantone di Basilea-Campagna, in Svizzera, hanno approvato in un referendum l’abolizione della tassazione forfettaria per stranieri: il sistema consentiva ai ricchi che avevano trasferito la residenza ma non la cittadinanza in Svizzera di pagare poche tasse. Le tasse tutto compreso sono comunque già state abolite nei cantoni di Zurigo, Sciaffusa e Appenzello. Mentre San Gallo, Turgovia e Lucerna hanno deciso di mantenerli inasprendo le condizioni.

Tirano invece un sospiro di sollievo nel cantone di Berna, dove gli elettori hanno scelto di mantenere il sistema attuale di privilegi per i ricchi stranieri. Gli stessi elettori hanno però accettato, con il 52,9% di sì un controprogetto del parlamento che inasprisce i criteri per ottenere la vantaggiosa imposizione forfettaria. I risultati erano particolarmente attesi a Gstaad, la stazione alpina del cantone di Berna, dove vivono personaggi del calibro di Johnny Hallyday, Roman Polanski, Bernie Ecclestone, Vittorio Emanuele di Savoia ed Ernesto Bertarelli, attirati dalla tassazione forfettaria degli elvetici perché in fuga da un fisco ritenuto troppo esoso.

Una vittoria a metà, perché a Basilea Campagna sono solo 16 le persone che beneficiano di questo regime, mentre nel cantone di Berna, i ricchi stranieri senza attività lucrativa in Svizzera che hanno ottenuto di pagare un forfait fiscale sono oltre 230. Di questi circa 170 proprio a Gstaad. D’altronde  gli stranieri che beneficiano del regime di imposta globale (calcolato in base alle spese o un multiplo del valore locativo della dimora) generano 2mila impieghi nel cantone. E un Si’ al referendum, avrebbe provocato un esodo dei Paperoni stranieri con gravi ripercussioni economiche.

Prudenti, gli elettori bernesi hanno quindi optato per il controprogetto che prevede un raddoppio a 400mila franchi (circa 330mila euro) del reddito minimo imponibile per la concessione del forfait fiscale.

In gioco ci sono anche altri Cantoni come quello di Zoug, dove ha la residenza l’ad di Fiat, Segio Marchionne e quello di Vaud dove ha fissato la sua dimora da oltre 40 anni Ingvar Kamprad, patron dell’Ikea. Dove ci si può permettere il lusso di pagare tasse per 150 mila euro l’anno, pur possedendo un patrimonio valutato di 36 miliardi di franchi, corrispondenti a 29 miliardi di euro circa.

Il cantone Basilea incasserà certamente il plauso di Bruxelles, vista la crescente irritazione dell’Ue nei confronti della prassi svizzera di attirare ricchi contribuenti, con sontuosi sconti sulle tasse.

Visto che la crisi comincia a farsi sentire anche oltralpe e il Pil della Svizzera sarà in ribasso nel 2012, in crescita dell’1% contro l’1,4% previsto, è giunta l’ora anche per gli svizzeri di dare un giro di vite a un fisco troppo permissivo.

In tutta la Svizzera, gli elettori erano inoltre chiamati a pronunciarsi su tre referendum, tra i quali un’iniziativa per inasprire le misure contro il fumo passivo, che è stata bocciata dalla maggioranza dei cantoni e da circa il 66% dei votanti.