Tagliare consumi elettrici può costare caro: Comuni possono togliere agevolazione Imu su prima casa

di redazione Blitz
Pubblicato il 11 luglio 2018 16:01 | Ultimo aggiornamento: 11 luglio 2018 16:10
Tagliare consumi elettrici può costare caro: Comuni possono togliere agevolazione Imu su prima casa

Tagliare consumi elettrici può costare caro: Comuni possono togliere agevolazione Imu su prima casa (foto Ansa)

ROMA – Tagliare troppo la bolletta elettrica per risparmiare potrebbe costare l’equivalente dell’agevolazione fiscale ottenuta dal mancato pagamento dell’Imu/Ici e della Tasi per la prima casa. Questa paradosso è frutto di una sentenza della Corte di cassazione [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play], la 14793 del 7 giugno 2018, secondo cui se i consumi elettrici sono bassi il Comune può cancellare le agevolazioni fiscali per l’abitazione principale.

Come spiega Antonio Spampinato su Libero, l’ordinanza parla di Ici perché l’oggetto del contendere riguarda quello che resta della vecchia tassa comunale sugli immobili. Il ragionamento si può però estendere a qyuella che oggi è l’Imu e la Tasi, la “tassa sui servizi indivisibili”.

La sentenza è stata stabilita dopo che il contribuente aveva contestato quanto stabilito dalla Commissione tributaria regionale che aveva dato ragione a un Comune, convinto della malafede di un residente che aveva portato come prova una bolletta elettrica molto bassa.

Il succo della sentenza è che non basta dichiarare che un immobile è adibito a propria abitazione principale e spostare lì la residenza per godere delle agevolazioni fiscali “prima casa”: per poter usufruire dell’agevolazione è necessario viverla la casa in questione. Per i giudici, le dichiarazioni del proprietario riguardo alla residenza “possono essere superate da prova contraria, desumibile da qualsiasi fonte di convincimento e suscettibile di apprezzamento riservato alla valutazione del giudice di merito”. La bolletta elettrica è l’esempio: se troppo bassa vorrebbe dire che nessuno abita nell’appartamento e che quindi non si deve usurfruire dell’agevolazione.

Ma qual è il consumo di energia elettrica minimo per poter considerare l’abitazione effettivamente vissuta? Lo stabilirà, in caso di lite tra un Comune e i suoi residenti, il giudice che si occupa di contenziosi tributari.

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