Tango, il cane che fiuta i soldi delle casalinghe che evadono le tasse

Pubblicato il 20 Dicembre 2012 9:31 | Ultimo aggiornamento: 20 Dicembre 2012 9:33
Tango, il cane che fiuta i soldi delle casalinghe che evadono le tasse

Tango, il cane che fiuta i soldi delle casalinghe che evadono le tasse

PONTE CHIASSO (COMO) – Tango è un labrador fiuta-soldi che smaschera gli evasori fiscali che tentano di esportare capitali in Svizzera. Alla dogana, insieme ai funzionari della Guardia di Finanza, Tango annusa casalinghe, imprenditori, pensionati, commercianti, impiegati, e abbaia dinanzi a tutti quelli che indossano “biancheria con valore aggiunto”. C’è la classica cintura con fodera interna, usata per attraversare la frontiera a piedi o in treno. O la panciera con sottilissime tasche in cui infilare biglietti da 500 euro. Le casalinghe poi prediligono il vecchio reggiseno imbottito o gli slip, convinte che nessun finanziere andrà ad infilare le mani in certe parti intime. Ma non considerano di doversi imbattere nei cani delle Fiamme Gialle che ora sono anche in grado di fiutare l’odore dei soldi.

Il Corriere della Sera parla di 650 interventi nel 2012 alla frontiera di Ponte Chiasso e fughe di denaro sventate per 54,4 milioni di euro, di cui 13 erano in banconote e 41,4 in titoli al portatore. Sanzioni immediate riscosse: 500 mila euro. Racconta il Corriere:

La prima a cadere nella rete è stata una casalinga di Siena che dopo aver ritirato 36 mila euro in una banca di Lugano, è salita in treno diretta a Milano ma alla frontiera è incappata nei finanzieri. Da un controllo sono saltate fuori le banconote, nascoste nella cintura. Sanzione immediata di 3.900 euro. Un’intera famiglia, madre e due figli, è stata intercettata poche ore dopo al valico stradale di Ponte Chiasso: i tre si erano suddivisi 30 mila euro prelevati in una banca a pochi metri dalla frontiera, convinti di farla franca perché la soglia consentita è di 9.999 euro a persona. E mentre i funzionari della Dogana verbalizzavano l’infrazione, agenti in borghese hanno fermato un grafico pubblicitario di Brescia, 45 anni, che a bordo della sua auto passava la frontiera senza dichiarare 20mila euro nascosti nella giacca. Ha dovuto pagare subito 500 euro di sanzione.

Nel pomeriggio è toccato a una farmacista molisana di 60 anni salita sul treno a Chiasso diretta in Italia, imbottita di banconote di grosso taglio: 80.430 euro nelle tasche dei pantaloni, della giacca e nel reggiseno. «Sono soldi che mi servono per pagare le tasse in Italia», ha detto agli agenti. Infine, la sera, il «colpo» più grosso. Al valico di Brogeda è stata fermata una Giulietta con a bordo un promotore finanziario australiano residente in Danimarca. In un paio di jeans accuratamente piegati in una valigia sono saltati fuori 270.500 euro non dichiarati. Immediato il sequestro cautelativo di 130.000 euro in attesa che il ministero definisca la sanzione da applicare.

Tutti esempi che mostrano chiaramente come siano sempre più raffinate le tecniche e la modalità per trasportare illegalmente valuta da riciclare o da sottrarre alle grinfie del fisco. Affidarsi a controlli random o basati sull’intuito dei militari operanti, non può più essere considerato un sistema efficace ed efficiente. È per tale motivo che la Guardia di Finanza si è dotata di strumenti sempre più sofisticati e dell’ausilio del più fedele amico dell’uomo: il cane. È proprio il Corpo ad aver addestrato il primo “cash dog” in grado di fiutare i soldi in qualunque forma occultati.