Tares, Irpef, saldo gennaio: caro monnezza e addizionali si mangiano sconto Imu

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 Dicembre 2013 10:12 | Ultimo aggiornamento: 16 Dicembre 2013 15:00
Tares, Irpef, saldo gennaio: caro monnezza e addizionali si mangiano sconto Imu

Tares, Irpef, saldo gennaio: caro monnezza e addizionali si mangiano sconto Imu

ROMA – Tares, Irpef, saldo gennaio: caro monnezza e addizionali si mangiano sconto Imu. L’abolizione dell’Imu prima casa, alla fine della fiera, si rivelerà una partita di giro con uno sconto fiscale prontamente rimpiazzato da una serie di aumenti che ne vanificano l’effetto: dal rincaro 2014 della tassa rifiuti detta Tares e che sostituisce e aggiorna le vecchie Tarsu-Tia, da quello delle addizionali comunali Irpef fino alla stangatina per recuperare il 40% della maggiorazione delle aliquote decisa dai sindaci sulla prima casa, il gruzzolo risparmiato dall’abolizione Imu torna a disposizione delle casse erariali.

Tares.  L’aumento del 35,4% rispetto alle vecchie Tarsu e Tia vale mediamente una ottantina di euro, certifica l’indagine condotta dalla Uil, Servizio politiche territoriali. La scadenza del 16 dicembre vedrà le famiglie pagare in media un conto di 305 euro. Il rincaro è dovuto a due novità concomitanti: primo, la Tares coprirà per intero il costo del sevizio di smaltimento dei rifiuti, cosa che non avveniva in passato e farà aumentare l’esborso nei Comuni dove questo genere di servizi è ancora inefficiente e inadeguato. Secondo, la novità dei 30 centesimi a metro quadro dovuti per i cosiddetti servizi indivisibili, cose come illuminazione, strade e sicurezza. Per i commercianti sarà un salasso:

Qui le cifre sono da capogiro proprio perché prodotte dalla formula «più produci rifiuti e più paghi». Ecco allora che una pizzeria o un ristorante di 200 metri quadri a Milano vede schizzare la tassa rifiuti dai 3.321 euro dello scorso anno ai 5.374 di quest’anno: oltre duemila euro in più pari a un aumento del 61,8%. Va meglio per un negozio di abbigliamento di 60 metri quadri che pagava 283 euro e ne verserà ora 319 (+12,7%). A Torino gli aumenti sono meno stratosferici perché già si pagava tanto. Ma la stessa pizzeria passa da 6.858 a 8.290 euro, che sono sempre 1.432 in più (il 20,9%), mentre va meglio al negozio che scende da 399 a 353 euro perché meno inquinante.(Paolo Russo, La Stampa)

Addizionali comunali Irpef. Su 3.949 comuni che hanno pubblicato le delibere più di un terzo (il 34,5%) ha aumentato l’addizionale dell’imposta sui redditi che si paga a giorni. E i 2.563 municipi che non l’hanno aumentata per il 2013 è perché non potevano farlo, avendo già spinto l’aliquota verso il limite massimo dell’8 per mille. Sono invece solo 25 le amministrazioni che hanno scelto di ridurla. In tutti gli altri comuni, informa la Uil Servizio politiche territoriali, il costo medio a contribuente passerà da 129 a 142 euro.

Lo sconto Imu va in fumo. Ai rincari che sio mangiano lo sconto Imu va aggiunta la scadenza del 16 gennaio prossimo per integrare il 40% della maggiorazione nelle aliquote imposte dai Comuni:

tra aumento Tares, mini Imu e Irpef maggiorata metà di quel che avevamo risparmiato sull’Imu se ne va in fumo. Questo in media, perché a Milano con un reddito imponibile di 23mila euro, con l’aliquota allo 0,8% e la soglia di esenzione a 21mila euro si pagheranno 184 euro di addizionale, che lo scorso anno era pari a zero. E qui sommando all’Irpef i 59 euro di mini-Imu e i 95 di maggiore tassa rifiuti il salasso diventa di 338 euro. Più dei 292 che si erano pagati di Imu prima casa. Un po’ meglio va a Napoli, dove l’addizionale Irpef sale da 115 a 184 euro, mangiandosi comunque metà del beneficio ottenuto sull’Imu. (La Stampa)