Tari: paghi 50% se rifiuti in strada. La Puglia si prende quelli di Roma

di Riccardo Galli
Pubblicato il 11 giugno 2018 9:34 | Ultimo aggiornamento: 11 giugno 2018 9:34
Tari: paghi 50% se rifiuti in strada. La Puglia si prende quelli di roma

Tari: paghi 50% se rifiuti in strada. La Puglia si prende quelli di roma

ROMA – Se la raccolta dei rifiuti è insufficiente è giusto avere un sconto sulla Tari, la tassa che comprende, appunto, la raccolta della spazzatura. Una buona notizia per i romani [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] che ancora sono alle prese con cassonetti stracolmi e una cattiva notizia per i pugliesi, che di quei cassonetti stracolmi si prenderanno 150 tonnellate al giorno e che la Tari la pagano tutta in virtù dell’efficienza del loro sistema di smaltimento rifiuti.

In Puglia, comprensibilmente, i cittadini non sono felicissimi anche se, insieme alla spazzatura, arriveranno i soldi pagati per il servizio smaltimento. A Taranto, quando sembrava che parte dei rifiuti romani dovessero finire nella città dell’Ilva, è dovuto intervenire il governatore Michele Emiliano per chiarire che non sarebbero andati lì: “Taranto non può accoglierli perché una città sovraccarica dal punto di vista ambientale ed è in gravissima difficoltà con la raccolta differenziata”.

Rifiuti che andranno invece a Bari e a Foggia come chiarisce la nota della Regione: ‘Alla luce delle verifiche tecniche e degli approfondimenti effettuati nei giorni scorsi, Ager Puglia ha individuato negli impianti Tmb (trattamento meccanico biologico) di Bari e di Foggia, entrambi gestiti da Amiu Puglia SpA, le destinazioni dei rifiuti prodotti dal Comune di Roma, nel quantitativo massimo di 5 Tir al giorno. Tale disposizione, adottata sulla base della delibera della Giunta Regione Puglia n. 917 del 31 maggio 2018 e, in via del tutto eccezionale, come misura di solidarietà istituzionale nei confronti della Regione Lazio, non causerà alcun disagio al regolare servizio di trattamento dei rifiuti urbani prodotti dal territorio e avrà efficacia solo dopo la formalizzazione dell’accordo tra la Regione Lazio e la Regione Puglia, in ogni caso inderogabilmente non oltre il 30 giugno 2018, data ultima già indicata dal Commissario regionale Ager anche in sede di audizione dinanzi alla V Commissione Consiliare, al fine di evitare criticità gestionali per gli impianti in esercizio causate dall’aumento della produzione dei rifiuti determinata dal rilevante flusso  turistico presso numerosi Comuni pugliesi’. Che poi significa 150 tonnellate al giorno per 30 giorni massimo.

E poi? Poi i romani si augurano che la situazione si normalizzi e che la Capitale torni ad avere cassonetti in condizioni civili, anche se statistiche alla mano c’è stato un boom di produzione di spazzatura a Roma che ha mandato in tilt i già fragili piani di Ama, la società incaricata della raccolta. Se questa speranza dovesse rimanere tale, i romani possono però consolarsi con lo sconto-Tari. Uno sconto che vale il 50% e che è figlio di una logica semplice: se la tassa si paga per un servizio e il servizio è fatto male, è giusto pagare meno. Logica che ora è stata riconosciuta da una sentenza.

Sentenza emessa dalla Commissione tributaria provinciale (Ctp) di Roma che ha riconosciuto un dimezzamento della suddetta Tari ad un contribuente romano perché lo smaltimento rifiuti davanti casa sua era “del tutto inidoneo e irregolare”. Una vittoria di Pirro visto che ognuno preferirebbe avere uno smaltimento rifiuti idoneo e regolare ma una vittoria anche di principio. Il contribuente aveva infatti fotografato per mesi la situazione di fronte alla sua abitazione, documentando così il disservizio e scrivendo lettere per segnalare lo stato delle cose ai soggetti interessati, Ama in primis.

Poi quando gli è stato chiesto di pagare la tassa sui rifiuti arretrati ha preferito pagare per avviare un contenzioso legale e portare quelle foto e quelle lettere, rimaste nel frattempo inascoltate, davanti ad un giudice. Ed il giudice gli ha dato ragione. La Commissione tributaria di Roma con la sentenza 6269/41/2018 ha infatti dato ragione al ricorrente, con la municipalizzata che non si è costituita in giudizio. E, di fatto, riconoscendo il disservizio di cui è stato vittima e che consente, a detta dei giudici, “una riduzione della tariffa dovuta al 50%”.

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