Tari: Stato evade tassa rifiuti, ammanco lo paghiamo noi in bolletta (800 mln)

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 Luglio 2015 11:02 | Ultimo aggiornamento: 2 Luglio 2015 11:24
Tari: Stato evade tassa rifiuti, l'ammanco lo paghiamo noi in bolletta

Tari: Stato evade tassa rifiuti, l’ammanco lo paghiamo noi in bolletta

ROMA – I ministeri, la presidenza del Consiglio, perfino l’Agenzia delle Entrate che esige senza tolleranza il pagamento dei tributi, sono morosi, per citare il caso più noto, devono all’Ama a Roma 28,6 milioni di euro evasi sulla tassa sui rifiuti detta Tari: una beffa, seconda sola all’ulteriore schiaffo che consente alle municipalizzate di rifarsi dell’ammanco sui contribuenti onesti che vedranno aumentare le tariffe in ragione degli ammanchi in bilancio.

Cioè lo Stato evade e noi paghiamo al posto loro. Una norma legittimata dall’Europa e introdotta nel disegno di legge sugli enti locali stabilisce che la tassa deve coprire integralmente i costi di raccolta e smaltimento rifiuti. Se, come succede in Italia, è di 8 miliardi di euro il gettito complessivo del tributo sui rifiuti e la percentuale di riscossione è al 90%, quel 10% deve essere comunque coperto: fa 800 milioni complessivi in più da realizzare attraverso l’aumento tariffario. Anche se la quota di evasione o morosità è addebitabile allo Stato.

Sandro Iacometti alla questione ha dedicato un articolo che ha aperto l’edizione di oggi di Libero Quotidiano, “Evasori fiscali”. Con tanto di tabella con elenco e cifre evase dei ministeri morosi, “Palazzo di portoghesi”.

E il bello è che, oltre a quelle dei comuni furbetti della Tari, i contribuenti dovranno saldare di tasca propria anche le tasse non versate dallo Stato.A partire da quelle in capo ai ministeri, che da anni non versano il dovuto all’azienda municipalizzata della Capitale (Ama). Il ministero dell’Interno, ad esempio,nel 2014aveva 2,8milioni di debito, ad aprile di quest’anno, secondo i dati rivelati qualche settimana fa dal senatore Andrea Augello, l’evasione sarebbe salita a 3,45milioni. Il ministero delle Infrastrutture è passato da 2 a 2,2 milioni.

Poi ci sono i 2 milioni della presidenza del Consiglio (era più di uno lo scorso anno) e tutti gli arretrati non pagati da altri ministeri,dalla Camera deiDeputati, dal Tar del Lazio e anche dalla stessa Agenzia delle Entrate.Complessivamente il debito della pubblica amministrazione nei confronti dell’Ama, che nel 2014 ammontava ad oltre 20 milioni è salito ora a quasi 29milioni. Soldi che nei prossimi bollettini Tari saranno magicamente trasformati in tariffe. (Sandro Iacometti, Libero Quotidiano).