Tarsu, per i rifiuti + 225 € a famiglia. E dal 2013 arriva anche la Tares…

Pubblicato il 3 agosto 2012 10:02 | Ultimo aggiornamento: 3 agosto 2012 10:05
rifiuti

(LaPresse)

ROMA – In media buttare la spazzatura costerà agli italiani 225 euro in più. Nel 2012, infatti, arriva anche la stangata sulla Tarsu, la tassa sui rifiuti solidi urbani. A denunciarlo è l’Osservatorio sulla fiscalità locale della Uil che ha preso in esame i dati relativi a 64 capoluoghi di provincia. Risultato: rispetto al 2011, l’aumento medio della tassa sui rifiuti è del 2,4%. Aumento che diventa del 14.3% se invece si considerano nelle stesse città, i dati degli ultimi cinque anni.

Spiega la Uil che tra le 64 città prese in esame 31 hanno aumentato la tassa, 30 l’hanno lasciata invariata mentre tre soli comuni la hanno ridotta. Si tratta di Lucca – 7,5%, Treviso – 5,4% e Teramo – 4,8%.

Le città più care. Rispetto al 2011 la città che più ha inasprito la Tarsu è Bari, con un “ritocco” del 30%. Seguono Milano, +20,1%; Novara +19,2%; Firenze +16,6%; Avellino +15%; Mantova, +8,5%;  Ravenna +7,6%; Siena +6,9%; a Lecco del 6%;  Palermo +5%. A Roma, invece, ritocco Tarsu tutto sommato contenuto: un +2.5% dovuto al recupero dell’Iva che non era stata fatta pagare nel 2010.

La città dove in assoluto la spazzatura è più cara resta Napoli. Si tratta però, come spiega il responsabile dell’Osservatorio Uil Guglielmo Loy di un caso particolare perché “le tariffe sono state ritoccate dalla provincia e non dal Comune”. Nel capoluogo campano la famiglia media secondo la Uil spende di Tarsu 427.80 euro l’anno. Non è l’unica città “esosa”. Loy snocciola altre cifre: “A Salerno si pagano 355,60 euro; ad Alessandria 337,50 euro; a Venezia 325 euro”.

La Uil, per la sua indagine, ha preso in considerazione un nucleo familiare di 4 persone che vive in un appartamento di 80 metri quadrati. “Il livello di tassazione locale (Imu, addizionali Irpef, tariffa rifiuti) – spiega ancora Loy, incide per oltre il 12% del reddito prodotto e gli aumenti colpiscono principalmente i lavoratori dipendenti e pensionati. Tali aumenti, tra l’altro, non sempre si accompagnano a una migliore qualita’ del servizio: sono spesso destinati, invece, a ripianare i deficit delle societa’ che gestiscono i servizi”.

E dal 2013 conclude il sindacalista  “è prevista un’ulteriore stangatina con l’introduzione della Tares, (tassa rifiuti e servizi). Questa tassa prevede che le tariffe del servizio rifiuti debbano coprire il 100% del costo del servizio con in più una sovrattassa, che potrebbe costare ulteriori 27 euro medi, variando dai 30 a 40 centesimi al mq. per tutti gli immobili e per la parte servizi”.