Tasi, caos aliquote: acconto 16 ottobre quota 5mila Comuni. Dove verificare

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 settembre 2014 9:38 | Ultimo aggiornamento: 11 settembre 2014 9:38
Tasi, caos aliquote: acconto 16 ottobre quota 5mila Comuni. Dove verificare

Tasi, caos aliquote: acconto 16 ottobre quota 5mila Comuni. Dove verificare

ROMA – Sono 3.623, secondo gli ultimi dati ufficiali, i Comuni le cui delibere in materia di TASI sono state pubblicate dopo la scadenza del 31 maggio e nei quali, quindi, la prima rata del tributo dovrà essere versata entro il prossimo 16 ottobre. Lo comunica Confedilizia con una nota in cui aggiunge che il relativo elenco è consultabile sul proprio sito (clicca qui) e sarà continuamente aggiornato sino al prossimo 18 settembre, termine di pubblicazione delle delibere per far scattare l’obbligo di versamento entro il 16 ottobre.

La previsione, visto l’intasamento al centro di raccolta dati al Ministero delle Finanze, è che alla fine saranno circa 5mila i Comuni che avranno fatto in tempo a inviare le delibere (c’era tempo fino alla mezzanotte di ieri per formalizzarle): il 18 settembre il Ministero deve pubblicarle tutte sul sito ufficiale perché siano valide. Solo ieri ne erano arrivate 600 (per questo la stima di un altro migliaio per le quali sarà necessario l’acconto del 16 ottobre).

Una situazione caotica e di difficile gestione per cui si immagina un superlavoro per fiscalisti e Caf (centri di assistenza fiscale) per far sapere ai contribuenti quanto debbano pagare. Perché non ci sono solo le aliquote, ma anche il complicato meccanismo delle detrazioni che ogni Comune decide o meno di confermare, come quelle sulla vecchia Imu prima casa(200 euro per tutti, più 50 euro per ogni figlio convivente fino a 26 anni). Ogni Comune delibera sugli eventuali sconti come vuole.

Rispetto all’Imu pagata sull’abitazione principale nel 2012 (l’anno scorso i 9/10 dell’imposta sono stati coperti dallo Stato), la Tasi si rivelerà più cara per molti milanesi, fiorentini, catanesi e per alcuni napoletani, e soprattutto per i tanti italiani che vivono in Comuni dove non saranno previste detrazioni: gli sconti infatti sono impossibili se la delibera non comparirà nel database delle Finanze entro il 18 settembre, perché in quei casi si pagherà sempre la Tasi standard all’1 per mille (senza superare, sugli immobili diversi dall’abitazione principale, il 10,6 per mille nella somma di Imu e Tasi), ma anche nel 57% dei Comuni che hanno deciso in tempo le detrazioni non hanno trovato spazio in delibera.

Anche dove ci sono, però, gli sconti sono spesso selettivi: a Milano, con l’eccezione delle rendite più basse, toccano solo ai redditi fino a 21mila euro, a Catania riguardano solo alcune categorie catastali, e a Firenze spesso non riescono a pareggiare i conti con la vecchia Imu. Non così a Roma, dove l’incrocio tra valori catastali elevati e sconti di peso riesce sempre a rendere la Tasi più leggera dell’Imu. (Gianni Trovati, Sole 24 Ore)

2.178 sono, invece, i Comuni le cui delibere erano state pubblicate entro il 31 maggio e per i quali, quindi, l’acconto dell’imposta doveva essere versato entro il 16 giugno scorso. Confedilizia ricorda che, nel caso in cui il Comune non invii al Dipartimento delle Finanze la delibera TASI entro il 10 settembre, per la pubblicazione della stessa entro il successivo 18 settembre, l’imposta dovrà essere versata in un’unica soluzione entro il 16 dicembre e sarà dovuta applicando l’aliquota di base pari all’1 per mille.

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