Tasi, comuni non fissano rata. Quanto si pagherà 16 giugno? Rischio caos

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Maggio 2014 9:15 | Ultimo aggiornamento: 11 Maggio 2014 9:15
Tasi, la tabella del Corriere della Sera

Tasi, la tabella del Corriere della Sera

ROMA – I Comuni non fissano la rata Tasi e ora si rischia il caos per giugno. Soltanto 900 municipi su 8.000 hanno individuato aliquota e detrazioni. E vista l’ampia discrezionalità dei comuni, la diversa composizione di aliquote e detrazioni potrebbe portare – così stima il servizio politiche territoriali della Uil – addirittura a 75 mila Tasi diverse.

Scrive Rita Querzé del Corriere della Sera:

I primi a pagare la Tasi saranno i proprietari e gli inquilini degli immobili dati in affitto. Infatti, in questo caso, l’imposta si salda in due fasi. E la prima rata va versata tra un mese, entro il 16 giugno. Il problema è che molti comuni non hanno ancora deliberato l’aliquota della Tasi. I primi a pagare la Tasi saranno i proprietari e gli inquilini degli immobili dati in affitto. Infatti, in questo caso, l’imposta si salda in due fasi. E la prima rata va versata tra un mese, entro il 16 giugno. Il problema è che molti comuni non hanno ancora deliberato l’aliquota della Tasi.

Quanto si pagherà il 16 giugno? Se manca la delibera del comune, la legge di Stabilità dice che si versa il 50% dell’aliquota base, pari all’1 per mille.

“Siamo alle solite – dice il presidente, Corrado Sforza Fogliani -. Noi ai proprietari consigliamo di pagare il 70% del dovuto e non di più. Non è colpa nostra se al momento di pagare mancano ancora le aliquote”.

“Dalle nostre verifiche sulle prime 300 delibere abbiamo visto che circa un terzo chiede ai proprietari di pagare il massimo (il 90%). Poco meno di un altro terzo, invece, farà versare loro il minimo. Mentre tutti gli altri si sono regolati nei modi più diversi – spiega Fogliani -. Beh, questa è stata una sorpresa. Eravamo convinti che la maggioranza avrebbe fatto pagare il massimo ai proprietari. Invece i municipi hanno tenuto conto del fatto che spesso tra gli inquilini ci sono anche cittadini abbienti”.