Tasi, dove si paga oggi (metà dei capoluoghi). I quesiti più frequenti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 Giugno 2014 10:39 | Ultimo aggiornamento: 16 Giugno 2014 10:39
Tasi, dove si paga oggi (metà dei capoluoghi). I quesiti più frequenti

Tasi, dove si paga oggi (metà dei capoluoghi). I quesiti più frequenti

ROMA –  Tasi, dove si paga oggi (metà dei capoluoghi). I quesiti più frequenti. La scadenza del 16 giugno chiama alla cassa la metà dei capoluoghi di Regione. Mancano all’appello oltre alle due principali, Roma e Milano, che ancora non hanno deliberato le aliquote, anche Firenze (reduce dal passaggio elettorale per la nomina del nuovo sindaco), Trieste, Perugia, L’Aquila, Potenza, Campobasso, Catanzaro e Palermo.

Gli altri capoluoghi hanno fissato le regole, scegliendo in molti l’aliquota più alta possibile (3,3 per mille) compensata da detrazioni per permettere ad esempio a chi non pagava l’Imu di non pagare nemmeno la Tasi. Vediamo le questioni più ricorrenti poste dai contribuenti, specie per gli immobili affittati, il comodato d’uso, gli ex coniugi, la casa ereditata, il tetto massimo di Tasi-Imu.

Immobili affittati. Chi paga tra inquilino e proprietario? Sono due obblighi diversi, distinti: ognuno paga la propria quota e risponde per sé (i proprietari temono le morosità eventuali degli inquilini). L’inquilino deve procurarsi i dati del contratto d’affitto. Va ricordato che la Tasi sulle case locate si paga solo se il Comune l’ha istituita, altrimenti c’è solo l’Imu.

Comodato d’uso ed ex coniugi. Sul comodato d’uso gratuito (tra genitori e figli) ai fini fiscali Tasi bisogna guardare a cosa decide il Comune: cioè se l’immobile viene “assimilato” all’abitazione principale e in che misura. L’assimilazione parziale significa significa che è prima casa per la rendita catastale fino a 500 euro (oltre è seconda casa), oppure fino a 15mila euro di reddito secondo i criteri Isee della famiglia del comodatario. Sul quale, infine, grava il pagamento del tributo. Anche per gli ex coniugi, il pagamento Tasi grava, a prescindere dalla quota di possesso, su chi ha il diritto all’abitazione.

Immobile ereditato. Sia Imu che Tasi gravano di norma solo sul coniuge superstite e non sugli altri eredi: anche qui vale il principio che a pagare è chi benefici del diritto di abitazione.

 

Tasi e Imu, il tetto massimo. Ci sono una quantità di versioni e delibere differenti che è complicato un quadro generale. Però, anche per i Comuni che ancora non hanno deliberato sulle aliquote, vale un vincolo non eludibile: la somma di Imu e Tasi per le seconde case non può mai superare l’11,4 per mille (per le prime, quelle di lusso, il 3,3 per mille)

Alcune amministrazioni sono intervenute anche sulle scadenze. Ecco le scelte dei capoluoghi:

AOSTA: aliquota dello 0,1 per cento sulla prima casa e sulle abitazioni locate, fino a un massimo dello 0,2 per cento per gli edifici di lusso.

ALTO ADIGE: la Tasi si chiama Imi (Imposta municipale immobiliare). Esentata la prima casa (fino a A/2); superate le dimensioni standard si paga lo 0,4% solo per la parte eccedente.

TRENTO: aliquota base sulle prime case, con 50 euro di detrazione; per gli altri immobili è dell’1,5 per mille.

TORINO: aliquota al 3,3 per mille, detrazioni di 110 euro con rendita fino a 700 euro e 30 per ogni figlio fino a 26 anni.

VENEZIA: 3,3 per mille con detrazioni calibrate sulla rendita, da 140 euro a zero per rendite oltre mille euro.

GENOVA: aliquota al 3,3 per mille, con detrazioni decrescenti al crescere della rendita catastale, fino a un massimo di 114 euro per rendite fino a 500 euro, di 50 euro oltre i 900 euro solo per famiglie con Isee sotto 15 mila euro.

BOLOGNA: aliquota del 3,3 per mille, con detrazioni a scalare in base alla rendita catastale con 25 scaglioni. Sostegno a famiglie numerose disagiate, con misure come detrazioni dai due figli in su e ISEE inferiore ai 18.000 euro. Per chi paga in ritardo ma entro il 31 luglio niente sanzioni.

ANCONA: aliquota del 3,3 per mille con detrazioni decrescenti che scompaiono con una rendita oltre i 440 euro. Per tutti gli altri immobili aliquota a zero per fare in modo che l’imposta non gravi sugli inquilini. Scadenza per l’acconto fissata però il 16 settembre, con saldo entro il 16 dicembre.

NAPOLI: aliquota al 3,3 per mille. L’imposta sarà pagata solo dai proprietari di prima casa. Detrazioni da 150 euro per rendite fino a 300 euro e di 100 euro per rendite superiori.

BARI: si paga in una unica soluzione a dicembre, entro luglio sarà emanato il regolamento – CAGLIARI: aliquote differenziate, 2,8 per mille sotto i 1.250 euro di rendita, 3,3 per mille sopra quel limite. Il pagamento dovrà essere effettuato in autoliquidazione.