Tasi saldo, ultima chiamata. Ravvedimenti: aspetta il 2016

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 Dicembre 2015 9:26 | Ultimo aggiornamento: 16 Dicembre 2015 9:27
Imu/Tasi, oggi ultimo saldo. Per ravvedersi meglio aspettare

Imu/Tasi, oggi ultimo saldo. Per ravvedersi meglio aspettare

ROMA – Scade oggi 16 dicembre il termine per il saldo di Imu e Tasi. Per la Tasi sulla prima casa è l’ultima chiamata, l’ultima volta: dal 2016 la tassa è stata abolita. A parte un piccolo numero di Comuni (è passata l’emendamento che consentirà i mini conguagli nel 2016 per i Comuni in difficoltà che hanno cambiato le aliquote) non se ne parla più. Il calcolo è semplice: la stessa cifra pagata nell’acconto, cioè nella prima rata di giugno. Vale per tutti, i rari casi di conguaglio non modificano la cifra da pagare a dicembre.

Per ravvedersi meglio aspettare il 2016. Cambia invece la normativa su errori, ravvedimenti, omissioni: dal 1° gennaio 2016 entra infatti in vigore la riforma che riduce le penalità. In virtù del favor rei, se si perfeziona il ravvedimento nel 2016, è possibile applicare le nuove sanzioni, più vantaggiose, anche per le violazioni commesse quest’anno.

Se il ravvedimento avviene entro il 31 dicembre 2015, la sanzione ridotta di un decimo è pari allo 0,2% per ciascun giorno di ritardo. Ipotizzando quindi una regolarizzazione intervenuta il 28 dicembre, la sanzione sarà del 2,6%. Dal 1° al 15 gennaio 2016 la sanzione è pari all’1,5%, a prescindere dal giorno della regolarizzazione. Nell’esempio proposto (è il calcolo contenuto nell’articolo dedicato del Sole 24 Ore), quindi, per il ravvedimento breve conviene attendere l’anno prossimo.

Il vantaggio di aspettare il 2016 viene meno se la regolarizzazione si perfeziona entro il 23 dicembre, poiché la sanzione, 1,4%, è comunque inferiore alla misura minima in vigore dal 2016 (1,5%).

Dal 16 gennaio al 15 marzo 2016 si applica il ravvedimento intermedio con la sanzione ridotta dell’1,67% (un nono del 15%); dal 16 marzo al 30 giugno 2016 (scadenza della dichiarazione annuale), resta in vigore il ravvedimento lungo, con sanzione ridotta del 3,75% (un ottavo del 30%).