Imu-Tasi, terzo anno di caos. A giugno non si sa quanto pagare

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Maggio 2014 9:25 | Ultimo aggiornamento: 13 Maggio 2014 10:40
Tasi verso rinvio. Settembre per tutti o dicembre quando l'acconto è "fai da te"

Tasi verso rinvio. Settembre per tutti o dicembre quando l’acconto è “fai da te”

ROMA – Imu-Tasi, terzo anno di caos. A giugno non si sa quanto pagare. Per le tasse sulla casa (prima l’Imu, poi la Tasi) siamo al terzo anno di caos normativo, di indeterminatezza fiscale, di incertezza sistematica su scadenze ed importi. Nel 2012 fino all’ultimo non fu chiaro quanto si doveva pagare di Imu. Nel 2013 si era partiti con una Imu divisa in due rate e si finì per pagare solo la prima alla data prevista per la seconda (con conguaglio differito all’anno successivo). Quest’anno la tassa ha cambiato nome e connotati, ma sulla nuova Tasi (sui servizi indivisibili che sulla prima casa sostituisce l’Imu) resta il caos fiscale per la mancata definizione delle aliquote in almeno metà Comuni e l’impossibilità di comunicare la data esatta dei versamenti.

Tasi: due ipotesi per un rinvio.”Per evitare caos fra i contribuenti, sarebbe opportuno chiedere a tutti i Comuni italiani di rispettare i termini dell’approvazione del bilancio del 2014, ipotizzando il pagamento della Tasi a settembre, nello stesso momento e per tutti gli italiani”: le dichiarazioni di Francesco Boccia (Pd), sintetizzano la volontà di governo e maggioranza di far slittare l’acconto Tasi finché il quadro fiscale non sarà definito. Il sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti (Scelta Civica) propone in alternativa di rinviare il pagamento al 16 dicembre nei Comuni che non abbiano ancora stabilito le aliquote per evitare acconti “fai da te”.

La realtà, complice anche l’appuntamento elettorale amministrativo, purtroppo ci dice che i Comuni che opportunamente hanno approvato i bilanci preventivi, riformando anche i regolamenti tributari, sono purtroppo solo meno del 10 per cento (sono solo 683). La data limite fissata per stabilire le aliquote è il 23 maggio (con pubblicazione obbligatoria entro il 31 maggio). Il rinvio proposto, con il modello Zanetti, estenderebbe a tutti i Comuni che entro la fine di maggio non abbiano ancora deciso le aliquote, l’appuntamento fiscale di pagamento Tasi a dicembre (decreto salva-Roma) riservato ai Comuni che appunto sono impegnati nelle consultazioni elettorali (sono 4095).

Il resto degli 8mila Comuni ha quindi la possibilità di far pagare il tributo entro il 16 giugno, a condizione però che questi pubblichino sul sito del Ministero dell’Economia, entro il 31 maggio, la delibera con cui sono state fissate le aliquote e le detrazioni per le abitazioni principali. Ma così evidentemente non sarà ed ecco quindi che si attingerà al comma 688 della legge 147/2013, la legge di Stabilità 2014. Non a caso, a quanto si apprende dagli addetti ai lavori, la maggior parte degli amministratori sta decidendo di far gravare la Tasi soltanto sulle abitazioni principali, fissando aliquote zero sul resto degli altri immobili.

Naturalmente il rimbalzo della scadenza al 16 dicembre farà mancare molta liquidità nelle casse dei Municipi, peraltro rendendo più pesante lo sforzo da parte dei contribuenti che in quel periodo dovranno far fronte anche ad altri pagamenti, sia sul fronte erariale che comunale. Affanno in vista anche per i pagamenti delle altre tipologie di immobili: a detta degli esperti infatti, l’aver previsto il versamento dell’acconto ad aliquota base creerà molto probabilmente per gli amministratori forti ambiti di credito (a cui far fronte, a fine anno, con analoghi rimborsi), prospettiva che i sindaci intendono scongiurare in ogni modo.

L’ipotesi a cui sembra propendere la maggior parte degli amministratori sarebbe quella di fissare, in maniera provvisoria, aliquote zero per tutti gli immobili ad eccezione della prima casa, con la riserva di rivederle più in là nell’ambito di nuove delibere. In questo modo, viene spiegato, sarebbe possibile ottenere una migliore armonizzazione con le aliquote Imu, il tutto facilitato anche dal fatto che il termine per l’approvazione dei bilanci preventivi 2014 è stato spostato al 31 luglio.

Nel frattempo in questo bailamme di ipotesi si è fatta largo Confedilizia, secondo la quale “se entro il 16 giugno tutti i Comuni non avranno deciso definitivamente la quota di Tasi a carico degli inquilini, Confedilizia consiglierà di pagare solo il 70% dell’imposta, lasciando il 30% residuo a carico degli inquilini, come del resto hanno deciso di fare il 40% circa degli enti locali che hanno finora deliberato”. E in questo caso, sottolinea l’organizzazione, “si faranno tutt’al più dei conguagli, ovviamente senza carico di interessi”.