Tasse, casa e Irpef: la stangata comunale, città per città

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Ottobre 2013 10:03 | Ultimo aggiornamento: 25 Ottobre 2013 10:25

ROMA – Tasse, casa e Irpef: la stangata comunale, città per città. Al lungo valzer delle tasse sulla casa, vecchia Imu, abolizione e reintroduzione sotto il nome di Trise, partecipano il governo (che deve ancora abolire il saldo Imu 2013 di dicembre) e i Comuni, con i sindaci pronti ad un’impennata fiscale per colmare il gap di gettito che minaccia i bilanci: si sa già che le compensazioni statali sono insufficienti, perché calcolate sul gettito 2012. La differenza oscilla tra i 400 e gli 800 milioni di euro,oltre il miliardo stanziato dal governo.. Come si attrezzano i Comuni per far fronte all’ammanco, a pochi giorni dalla chiusura dei bilanci di novembre, è abbastanza scontato: agiranno sulle aliquote della Tasi, spingendole al massimo consentito (2,5 per mille quando quella standard è calcolata all’1 per mille). Agiranno sull’addizionale Irpef. Vediamo città per città, con l’aiuto del dossier e delle tabelle esplicative di Repubblica del 25 ottobre, l’entità dei rincari nei maggiori capoluoghi italiani.

Milano. Il Comune ha elevato al massimo l’aliquota Imu che però i milanesi non pagheranno sulla prima casa (0,6%, in modo da ottenere rimborsi più elevati, 110 milioni). L’addizionale Irpef avrà un’aliquota unica per tutti, quella massima dello 0,8 per cento ma con soglia di esenzione che scende da 33.500 a 21mila euro.

Firenze. Se la compensazione statale resta a un miliardo l’aliquota Tasi sarà portata al massimo, 2,5 per mille, a cospetto però di un’addizionale Irpef minima ferma allo 0,2%. Quanto alle seconde case, l’orientamento è quello di mantenere la Tasi per quelle affittate come l’Imu 2012, al 9,9 per mille e portare le sfitte dal 10,6 Imu all’11,6 nel nuovo regime Tasi.

Bologna. Nessun aumento per la tassa rifiuti, ma l’Irpef locale sarà vicina al massimo. Il Comune ha deciso che sui rifiuti tiene la vecchia Tarsu,  i bolognesi pagheranno come nel 2012. Ma se lo Stato non aggiunge risorse “ci sarà un aumento di pressione fiscale per i cittadini”.

Genova. E’ la città che concentra il 7% di tutti gli immobili italiani classificati in categoria A1, considerati quindi “di lusso”. La Tasi raggiungerà il tetto del 2,5 per mille. Le tariffe dell’Imu erano già vicine ai valori massimi: 5,8 per mille per le prime case, 10,6 per mille per le seconde. Ma la novità peggiore è che non ci saranno esenzioni e dunque pagherà anche chi non avrebbe dovuto pagare l’Imu.

Palermo. L’addizionale comunale a Palermo è raddoppiata fino al tetto dello 0,8 per cento. Anche la Tares è tra le più alte d’Italia: i palermitani pagheranno in media 316 euro, 105 in più dell’anno scorso, il 33,3 per cento in più rispetto alla vecchia Tarsu.

Roma. Il buco di bilancio da oltre 800 mln rende più onerosa la tassazione che però deve attendere necessariamente che sia definita l’entità dei trasferimenti dal governo centrale: intanto è l’unica città autorizzata a sfondare il tetto dell’aliquota Irpef, che sarà allo 0,9%.  Il sindaco Marino promette di non agire ulteriormente sulla leva fiscale, ma è probabile che lo faccia il suo collega alla Regione Nicola Zingaretti con la sua addizionale.

Bari. L’addizionale Irpef ha l’aliquota massima, lo 0,8%, ma sono esentati i redditi fino a 15mila euro. Nella manovra di bilancio 2013, che sarà approvata soltanto entro la fine di novembre, il governo cittadino ha mantenuto al 10,6 per mille l’aliquota sulle abitazioni diverse dalla prima casa. Il gettito previsto è di 86 milioni di euro (nel 2012, con l’Imu sulla prima casa al 4 per mille, fu di 119 milioni).

Napoli.  Il passaggio dalla Tarsu (tassa sui rifiuti) alla Tares: costerà il 14 per cento di più in bolletta. Si va da un minimo di 190 euro ad un massimo di 923 euro. Ma, secondo il principio chi più inquina più paga, per ristoranti, pizzerie, bar e commercianti di frutta e verdura ci sarà una stangata Tares che vale anche il 180% di aumento della tassa rifiuti.

Torino. Sull’Irpef è già al massimo (0,8%). Mancano 10 milioni id compensazione, si va verso un’aliquota Tasi massima, al 2,5 per mille. La nuova Tasi ha abolito le detrazioni ma, ove possibile, prevederà agevolazioni o compensazioni per i redditi bassi.