Guerra all’evasione, obiettivo 15 mld. Ma è solo il 18% dei 250 mld che mancano

Pubblicato il 18 agosto 2012 10:26 | Ultimo aggiornamento: 18 agosto 2012 10:26
euro

Foto Lapresse

ROMA – Obiettivo 15 miliardi: è questo, scrivono sia Corriere della Sera che Repubblica, il nuovo traguardo che si sono prefissati dalla lotta all’evasione Monti e il suo governo. Proprio nei giorni in cui il premier ha proclamato lo “stato di guerra” contro chi non paga le tasse. Nel 2012 le casse statali dovrebbero recuperare tra gli 11,5 e i 12 miliardi di euro.

Un valore ancora basso per Monti, ma ancora “minimo” per la Corte dei Conti: secondo i giudici contabili l’evasione “mangia” allo Stato oltre 250 miliardi all’anno. Cioè il 18% del Pil italiano.

Tradotto in altri termini: se si recuperasse tutta l’evasione nazionale si potrebbe ridurre di botto il debito pubblico del 5%, oppure cancellare in un colpo solo l’intero debito della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese. Come scrive Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano, di questo dovrebbe preoccuparsi maggiormente Monti, e non della “credibilità internazionale” dell’Italia (anche quella importante, ma non si può dar da mangiare alla gente i complimenti di tedeschi e finlandesi).

In realtà si recupera molto meno, anche se il trend è decisamente in salita: l’attività di accertamento, lo scorso anno, ha fatto recuperare entrate per 11,5 miliardi di euro, confermando un trend positivo.

Sono stati eseguiti oltre 700 mila accertamenti (imposte dirette, Iva, Irap e Registro), circa 1 milione di controlli formali sulle dichiarazioni e oltre 300 mila controlli sulle agevolazioni nel registro.

Questi risultati, spiega Attilio Befera, direttore dell’Agenzia delle Entrate, sono destinati ad aumentare nel 2012, grazie agli strumenti introdotti dalle recenti disposizioni normative.

Queste saranno le nuove “armi” a disposizione dell’amministrazione:

– Nuovo redditometro: il nuovo strumento individua oltre 100 voci di spesa con cui si confronteranno 22 milioni di famiglie. Alla fine della sperimentazione sarà messo a punto per i contribuenti un software per orientare il cittadino sulla coerenza del reddito dichiarato rispetto alla capacità di spesa sostenuta. Il nuovo redditometro sarà operativo entro il primo semestre del 2012.

Spesometro: Un’apposita banca dati raccoglierà le informazioni che, confrontate con le altre contenute nell’Anagrafe tributaria, consentiranno la selezione dei contribuenti più a rischio, da sottoporre a controllo.

– Archivio dei rapporti finanziari: Gli operatori finanziari, nel 2012, devono comunicare tutte le informazioni su saldi e movimenti. Nessun ufficio avrà accesso al data-base, che sarà utilizzato solo a livello centrale e al solo scopo di individuare le posizioni a più alto rischio di evasione.

Tutoraggio dei grandi contribuenti: Tutti i soggetti con volume d’affari o ricavi non inferiori a 100 milioni di euro saranno ”monitorati” in base alle risultanze di specifiche analisi di rischio, che tengono conto, oltre che del comportamento fiscale del contribuente, anche delle caratteristiche del settore economico in cui opera.

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