Tasse, i trucchi delle multinazionali per evaderle

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 Ottobre 2014 16:02 | Ultimo aggiornamento: 7 Ottobre 2014 16:05
Tasse, i trucchi delle multinazionali per evaderle

Tasse, i trucchi delle multinazionali per evaderle

ROMA –  Tasse e multinazionali: ecco come si evade. Anzi, si elude. Nulla di illegale, infatti. Ma semplici trucchi che permettono alle grandi aziende internazionali di pagare i tributi là dove costano meno. Nello specifico, spiega il Sole 24 Ore, ci sono quattro trucchi usati dai colossi mondiali.

  1. Grazie ad una triangolazione, si stabilisce all’estero il proprio tesoro. Solo quello delle aziende americane si aggira sui 2mila miliardi di dollari.
  2. Si evita di rimpatriare nei Paesi di origine se il carico fiscale lì è elevato, come nel caso degli Stati Uniti, dove la corporate tax arriva al 35%. Per farlo alcune multinazionali statunitensi si finanziano emettendo nuove obbligazioni, cosa che di norma si fa se non si hanno più soldi in cassa. Loro, invece, lo fanno anche quando hanno le casseforti piene.
  3. Passare dall’Irlanda. Con la sua corporate tax al 12,5% l’Irlanda è uno dei Paesi più ambiti da chi vuole attuare una delocalizzazione societaria. E dal momento che anche da lì si possono fare ulteriori delocalizzazioni alla fine si può arrivare a pagare qualcosa come il 2,2% di tasse. Va meglio solo alle Bermuda (0,4%) e alle Virgin Island (1,2%).
  4. Fare la “inversion”: l’azienda con sede estera compra una compagnia americana attraverso l’acquisto delle sue azioni. Così riesce a beneficiare di tasse minori e di regole bancarie e norme di governance più flessibili. Due esempi: le Bermuda e lo Stato americano del Delaware, dove ha sede legale la metà delle compagnie quotate a Wall Street.