Sconti a redditi bassi da 2014, nella bozza scompare l’Ici alla Chiesa

Pubblicato il 21 Febbraio 2012 9:19 | Ultimo aggiornamento: 21 Febbraio 2012 13:31

ROMA – Riduzione delle tasse con sconti ai redditi più bassi dal 2014; eliminato il limite di mille euro in contanti per i turisti; pignoramenti “soft” per famiglie e imprese, ma “sparisce” l’Ici alla Chiesa. Queste alcune delle novità contenute nella bozza del decreto sulla semplificazione fiscale, esaminata martedì 21 febbraio nel pre-Consiglio dei ministri per essere approvata venerdì in Cdm.

Meno tasse. A partire dal 2014, cioè dall’anno successivo al pareggio di bilancio, le risorse che nel 2012 e nel 2013 arriveranno dalla lotta all’evasione fiscale verranno destinate a misure, anche non strutturali, a favore delle fasce deboli, con particolare riferimento all’incremento delle detrazioni fiscali per i familiari a carico. Non si esclude, tuttavia, una sorpresa dell’ultim’ora che consenta di agire da subito sulle aliquote Irpef (abbassando il primo scaglione di tre punti, dal 23 al 20%). In particolare, precisa il decreto, si punterà “all’incremento delle detrazioni fiscali per i familiari a carico”. Un’apposita relazione del ministro dell’Economia illustrerà, ogni anno entro febbraio, al Parlamento l’entità delle risorse recuperate da redistribuire.

Tetto massimo. Una prima parte riguarderà la “manutenzione” della normativa fiscale esistente. Verranno aggiornate leggi vecchie di anni, come quella che fissa il tetto al di sotto del quale il fisco non procederà agli accertamenti, che sarà portato da 16 a 30 euro.

Torna l’elenco clienti-fornitori. Cadrà l’obbligo per i commercianti di segnalare le operazioni “business to business” sopra i 3 mila euro, sostituito dal ritorno del vecchio elenco clienti-fornitori, che altro non è che l’obbligo per l’imprenditore o per il professionista di trasmettere al fisco gli estremi di chiunque scambi con lui merci o prestazioni. All’Agenzia delle entrate stimano che di lì passa gran parte dell’evasione Iva.

Abolizione limite di contante per i turisti. Saranno riviste anche le regole sull’uso del contante, con l’abolizione del tetto di mille euro per gli stranieri e l’obbligo di segnalare le infrazioni non più all’Agenzia delle Entrate, ma alla Guardia di Finanza.

‘Salta’ l’Ici alla Chiesa. Nella bozza, scrive ‘Repubblica’, non c’è la cancellazione delle esenzioni a favore della Chiesa, dei partiti, dei sindacati e delle onlus. C’è invece l’introduzione del principio secondo il quale le detrazioni forfettarie Imu saranno applicabili ad un solo immobile per nucleo familiare.

Ci sono anche modifiche alla Res, la nuova tassa rifiuti, che varrà per tutti gli immobili, anche quelli “fantasma”, mentre si concederà la possibilità a tutti i Comuni, e non solo a quelli turistici, di introdurre una tassa di soggiorno.

Pignoramenti “soft”. Altre norme sono state dettate direttamente da Equitalia per cercare di migliorare il rapporto con i contribuenti. Il pignoramento dello stipendio, ad esempio, potrà essere anche inferiore al quinto dell’assegno mensile (come prevedono oggi le regole), mentre saranno gli stessi imprenditori ad essere nominati custodi giudiziari degli eventuali beni strumentali pignorati, così da permettere all’impresa di proseguire l’attività. Per favorire la liquidità delle imprese, inoltre, il governo sta pensando di ridurre l’acconto Ires dal 100 al 98,5%, e soprattutto di renderne possibile il pagamento in quattro rate.

Nella bozza del decreto arrivano limiti per la pignorabilità di stipendi per debiti fiscali nel caso di salari bassi. ”Le somme dovute a titolo di stipendio, di salario o di altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, possono essere pignorate dall’agente della riscossione: a) in misura pari ad un decimo per importi fino a duemila euro; b) in misura pari ad un settimo per importi da duemila a cinquemila euro”.

Debiti. La rateizzazione dei debiti tributari diventa infatti  flessibile. I contribuenti potranno decidere di pagare meno nella fase iniziale e di più successivamente. Il debitore infatti può chiedere un piano di rateazione, che invece di avere dei pagamenti costanti nel tempo ha rate crescenti per ciascun anno. Se gli uffici tributari accolgono la domanda del contribuente si blocca anche l’eventuale accensione dell’ipoteca. I piani di rateazione a rata costante già avviati al momento del varo del decreto rimangono in essere, così come le ipoteche. Così imprese e famiglie in crisi di liquidità potranno rinviare il pagamento di una parte dei debiti.

Evasione fiscale. Il governo pensa a controlli serrati sull’emissione dello scontrino fiscale e anche della ricevuta. Operazione che passa attraverso il potenziamento del 117, il servizio telefonico gratuito, attivo 24 ore su 24, attraverso cui si possono denunciare quegli esercenti che incassano il pagamento in nero. Il servizio è già attivo, ma ora diventerà uno strumento “dedicato” a disposizione dei cittadini per combattere l’evasione. Ora basterà una chiamata al 117, comunicare le proprie generalità e il commerciante che non ha emesso lo scontrino fiscale entrerà automaticamente nelle “liste selettive”. Sono le liste cui attingere per gli accertamenti fiscali.

Fuga di capitali. Aumenta di sei volte la sanzione per chi esporta illegalmente capitali all’estero. Passera’ infatti dal 5% al 30%, sulla somma eccedente il limite di valuta esportabile, la multa prevista in caso di violazioni. Lo prevede la bozza del dl fiscale.

Studi di settore. I commercianti e gli altri contribuenti soggetti agli studi di settore dovranno diventare particolarmente accurati nel compilare i questionari e i moduli richiesti per costruire le previsioni di reddito delle varie categorie. Infatti chi falsifica le risposte o si sottrae al questionario non solo subirà una sanzione pecuniaria, già prevista dalla legge, ma finirà in maniera automatica anche nelle liste selettive da cui gli 007 del fisco e la Guardia di Finanza selezionano i soggetti su cui dare la priorità nei controlli sui redditi. La misura arriva dalla constatazione che negli ultimi blitz gli esercenti che non rilasciavano scontrini erano inadempienti anche nel dare le informazioni agli studi di settore.

Giochi. Per combattere i giochi illegali e l’evasione nel settore sara’ possibile per gli ispettori dei Monopoli entrare in una sala e ‘giocare’. Lo prevede la bozza del dl Fisco che fissa in 100.000 euro l’anno la dotazione di ”un fondo destinato alle operazioni di gioco a fini di controllo”.

Gli appartenenti all’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato saranno dunque ”autorizzati ad effettuare operazioni di gioco – si legge nella bozza del dl Fisco – presso locali in cui si effettuano scommesse o sono installati apparecchi” da gioco ”al solo fine di acquisire elementi di prova in ordine alle eventuali violazioni in materia di gioco pubblico, ivi comprese quelle relative al divieto di gioco dei minori”. Stessa possibilita’ di fingersi scommettitori viene data ”al personale della Polizia di Stato, all’Arma dei carabinieri, al Corpo della Guardia di Finanza” che ”agiscono previo concerto con le competenti strutture dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato”.