Tasse. Irpef Regioni: impennata aliquote. Lazio e Piemonte da 2,33% al 3,33%

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 Maggio 2015 12:56 | Ultimo aggiornamento: 7 Maggio 2015 12:56
Irpef Regioni: impennata delle aliquote. Lazio e Piemonte da 2,33% al 3,33%

Irpef Regioni: impennata delle aliquote. Lazio e Piemonte da 2,33% al 3,33%

ROMA – L’aliquota Irpef massima imposta dalle regioni Lazio e Piemonte è cresciuta quest’anno dal 2,33% al 3,33%. E’ solo uno degli esempi dell’impennata delle addizionali Irpef documentata dal Ministero delle Finanze che ha raccolto i dati aggiornati al 30 aprile e trasmessi dalle singole regioni. Una mappa delle addizionali a macchia di leopardo: in nove amministrazioni si registrano 5 diversi scaglioni contributivi. Su Italia Oggi Franca Faccini propone un confronto ragionato tra regione e regione.

Le regioni che non hanno cambiato. Calabria (1,73%), Campania (2,03%), provincia di Bolzano (1,23%) Sardegna (1,23%), Sicilia (1,73%), Valle d’Aosta (1,23%), Veneto (1,23%) hanno mantenuto una sola aliquota, uguale a quella dell’anno scorso. Marche, Molise, Puglia, Toscana e Umbria hanno mantenuto le cinque aliquote. Basilicata e Friuli-Venezia-Giulia hanno mantenuto rispettivamente tre e due aliquote.

Chi ha cambiato. L’Emilia Romagna è passata da quattro a cinque aliquote, la Liguria da due a cinque, la Lombardia da tre a cinque.

Chi ha aumentato le aliquote. Il Lazio ha ridotto le aliquote da tre a due, ma ha aumentato quella massima, quella che si applica su una parte dell’imponibile, dal 2,33% al 3,33%. Il Piemonte ha mantenuto cinque aliquote ma ha aumentato quella più alta come il Lazio. L’Abruzzo ha è passato da tre aliquote (1,54, 1,66, 1,73%) a una sola, scegliendo quella massima a 1,73% che vale per tutti gli scaglioni di reddito.

La provincia di Trento è passata da due aliquote (0,50% e 1,23%) a una sola, quella massima dell’1,23% che è dunque valida per tutti gli scaglioni.