Tasse, gli “irriducibili”: il 28% non paga neanche dopo gli accertamenti dell’Agenzia delle Entrate

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 novembre 2017 11:14 | Ultimo aggiornamento: 24 novembre 2017 11:14
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Gli evasori “irriducibili”: il 28% non paga nemmeno dopo l’accertamento

ROMA – Tasse, gli “irriducibili”: il 28% non paga neanche dopo gli accertamenti dell’Agenzia delle Entrate. Commercianti, piccole manifatture, servizi: nel popolo dei contribuenti sottoposto agli ”studi di settore” c’è un 28% di ”irriducibili” – in totale quasi un milione – che non rientra nei criteri di regolarità previsti dal fisco e nemmeno si adegua. Cioè non pagano il dovuto e non lo fanno nemmeno dopo che il Fisco gli ha notificato che devono mettersi in regola.

E’ quanto risulta dai dati degli studi di settore relativi alle dichiarazioni dei redditi del 2016. Le tabelle, pubblicate dall’Agenzia delle Entrate, mostrano che nel 2016 dei 3,2 milioni di contribuenti sottoposti agli Studi il 64% è subito risultato congruo e la percentuale è salita al 71 con gli adeguamenti in dichiarazione.

Nel settore dei servizi, delle piccole manifatture e del commercio questa percentuale di “irriducibili” supera il 30% ed è rispettivamente al 31,9, 31,7 e 31,4% dei contribuenti. Altre percentuali possono invece sfoggiare i professionisti: il 78% è da subito congruo e la percentuale sale all’85% con l’adeguamento in dichiarazione. Gli irriducibili, quindi, sono in questo caso il 15%. Ma, come dice Trilussa, le statistiche generali sono medie. Non tutte le categorie sono uguali.

Così se barbieri e parrucchiere hanno raggiunto la parità di genere nel dimostrarsi i meno ”congrui” (il 55% non lo è), non molto distanti sono le attività di lavanderia. Per loro la percentuale di non rispetto dei parametri fiscali è 52%. Seguono i fiorai al dettaglio, al 48%. Ma tutte e tre le categorie hanno un sussulto con l’adeguamento in dichiarazione dei redditi: la quota di ‘congrui’ sale al 64-70% mettendoli al sicuro dai controlli automatici.

C’è poi chi ha una percentuale meno sfacciata di irregolarità per i ricavi dichiarati ma che comunque, in base alle statistiche, non convince il fisco. E’ il settore delle discoteche, i night club e le scuole di danza: per il fisco nel 95% dei casi – è un record – dichiara dati non coerenti. Come dire: ad esempio, troppi dipendenti per numero di biglietti staccati, poche serate per i ricavi indicati, ecc.

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