Tasse, l’Iva lo mette nero su bianco: 2020, la pressione fiscale sale al 42,7% (+0,7%)

di Dini Casali
Pubblicato il 11 aprile 2019 13:35 | Ultimo aggiornamento: 11 aprile 2019 13:37
Tasse, l'Iva lo mette nero su bianco: 2020, la pressione fiscale sale al 42,7% (+0,7%)

Tasse, l’Iva lo mette nero su bianco: 2020, la pressione fiscale sale al 42,7% (+0,7%)

ROMA – “La pressione fiscale nel 2018 si è attestata al 42,1 per cento, in linea con quella registrata l’anno precedente”. E’ quanto si legge nel Def 2019 pubblicato ieri a tarda sera. Il peso delle tasse è atteso “ridursi di 0,1 punti percentuali nel 2019, collocandosi al 42,0 per cento del Pil. Nel 2020 e 2021 è prevista una ripresa al 42,7 per cento e un successivo calo al 42,5 per cento alla fine del periodo. La dinamica di crescita dal 2020 sconta gli effetti della prevista attivazione della clausola di salvaguardia”.

Quindi, secondo il Documento di economia e finanza che impegna il governo nella politica di bilancio, l’Iva dal primo gennaio salirà, questa davvero una tassa piatta che impatterà sui consumi di ciascuno senza progressività alcuna, mentre secondo lo stesso governo, stavolta per bocca dei suoi leader, invece “le clausole di salvaguardia non devono scattare e l’Iva non deve aumentare” (Luigi Di Maio a margine del Salone del Mobile”), e “non si è mai pensato di aumentare l’Iva per fare la flat tax. Che senso avrebbe?” (Matteo Salvini a Rtl 102.5). 

Difficile sciogliere l’arcano di un’aquila a due teste, specie per il ministro dell’Economia Tria che prudentemente ha offerto, proprio nel Def, uno scenario più realistico della situazione economica, diciamo agli antipodi dell'”anno bellissimo” vaticinato dal premier Conte: come spiegherà ai commissari Ue (oggi a New York al Fmi) la stangata fiscale che necessariamente deprimerà consumi e pil, come la concilierà con i propositi di una fuga in avanti grazie a una flat tax orfana dall’inizio delle coperture per colmare l’inevitabile buco Irpef? (fonte Ansa)