Tasse locali: una stangata da 13 miliardi in manovra

Pubblicato il 10 Dicembre 2011 20:46 | Ultimo aggiornamento: 10 Dicembre 2011 20:50

VENEZIA – Con le misure 'salva-Italia' della manovra varata del Governo Monti arrivera' nel 2012 anche la stangata delle tasse locali: Comuni e Regioni chiederanno ai cittadini rispetto a quest'anno 13,2 miliardi di euro in piu', ha calcolato la Cgia di Mestre. Che con il segretario Giuseppe Bortolussi ha avvertito: ''i soldi finiranno allo Stato centrale. Regioni e Comuni rimarranno a bocca asciutta, a meno che governatori e sindaci non decidano di ritoccare all'insu' i tributi di loro competenza''. ''C'e' il pericolo – ha proseguito – che con questa manovra il federalismo fiscale si spenga sul nascere''.

Dei 13,2 miliardi di maggior gettito, 11 mld arriveranno dai Comuni con la reintroduzione dell'Ici sulla prima casa e con l'Imu; 2,2 mld di euro dalle Regioni, attraverso l'aumento dell'addizionale Irpef.

– COMUNI: La reintroduzione dell'Ici, la rivalutazione delle rendite catastali e l'ulteriore anticipo al 2012 dell'Imu (su immobili che non sono abitazioni principali) – spiega lo studio Cgia – garantiranno nel 2012 un gettito complessivo di 21,8 miliardi di euro, di cui 3,8 mld dalla tassazione sulle prime case e 18 miliardi dagli altri immobili (seconde e terze case, negozi, laboratori artigianali ed industriali). L'incremento del gettito delle tasse locali rispetto alla situazione odierna sara' di 11 miliardi di euro. C'e' pero' un 'ma': nel decreto ''salva-Italia'' vi e' una norma (art. 13 comma 11) che attribuisce allo Stato il 50% dell'Imu sugli immobili diversi dalle seconde case, ovvero 9 mld di euro. In realta' per i Comuni i maggiori introiti effettivi, ovvero al netto dei circa 10 miliardi che attualmente i sindaci ricevono con l'Ici, saranno appena 2 miliardi di euro. A questo punto, arriva il comma 17 (sempre dell'articolo 13) che dispone la riduzione del Fondo sperimentale di riequilibrio dei Comuni delle Regioni ordinarie e dei trasferimenti statali ai Comuni delle altre Regioni per un ammontare complessivo di 2 miliardi di euro. Secondo la Cgia il risultato e' quindi questo: lo Stato, tra incassi diretti e risparmi di spesa, porta a casa 11 miliardi di euro, mentre i Comuni zero.

– REGIONI: Un meccanismo analogo, osserva la Cgia, e' previsto anche per le Regioni. L'aumento dell'aliquota base dell'addizionale regionale Irpef dallo 0,9% all'1,23% portera' nelle casse delle Regioni oltre 2,2 miliardi di euro gia' dal 2012. Tuttavia, la relazione tecnica alla manovra afferma che per le Regioni a statuto ordinario vi sara' una riduzione della compartecipazione Iva (che finanzia la sanita') e del Fondo sanitario nazionale (per le Regioni speciali). Complessivamente, il taglio di risorse e' 2,2 miliardi di euro. In sintesi, lo Stato risparmia 2,2 miliardi di euro di finanziamenti alla sanita', mentre per le Regioni il saldo e' zero. Di fatto – afferma lo studio dell'associazione artigiana – ''Regioni ed Enti locali diventeranno dei riscossori per conto dello Stato.

''Regioni ed enti locali – commenta Bortolussi – potranno avere maggiori risorse solo se decideranno di aumentare le aliquote dei rispettivi tributi gia' dal prossimo anno. Per l'Imu sugli immobili diversi dalle abitazioni principali, l'aliquota base sara' dello 0,76% e potra' essere variata (in aumento o in diminuzione) di 0,3 punti percentuali. Per l'imposta sulle prime case, invece, l'aliquota base dello 0,4% potra' essere incrementa o diminuita di 0,2 punti percentuali, cosi' come si potra' eventualmente incrementare la detrazione di 200 euro''. Queste disposizioni, ricorda Bortolussi, si aggiungono allo sblocco delle addizionali comunali Irpef fino allo 0,8%, e dell'addizionale regionale Irpef, ulteriore 0,5% rispetto all'aliquota base.