Tasse, nel 2015 ogni italiano pagherà in media 8mila euro

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 Novembre 2015 10:56 | Ultimo aggiornamento: 7 Novembre 2015 10:56
(foto Ansa)

(foto Ansa)

ROMA – Nel 2015 ogni italiano pagherà mediamente 8 mila euro di imposte e tasse. Gli italiani pagano annualmente un centinaio di tasse, un elenco lungo di voci che include addizionali, accise, imposte, sovraimposte, tributi, ritenute e altro ancora. A metterle in fila è stata la Cgia di Mestre, secondo cui, nel 2015, ogni italiano pagherà mediamente 8 mila euro di imposte e tasse, importo che sale a quasi 12 mila euro considerando anche i contributi previdenziali.

Le imposte che gravano di più sulle tasche dei cittadini italiani sono due e rappresentano più della metà del gettito (il 53,1%): si chiamano Irpef e Iva. La prima garantisce alle casse dello Stato un gettito che supera i 161 miliardi di euro (il 33,2% ovvero un terzo del gettito) mentre la seconda sfiora i 97 miliardi di euro (19,9% del gettito).

In generale per Cgia a un sistema tributario frammentato, che vessa cittadini e imprese con le sue tante scadenze fiscali, si accompagna invece un gettito estremamente concentrato: le prime 10 imposte valgono 417,7 miliardi di euro e garantiscono l’86% del gettito tributario complessivo che nel 2014 si è attestato a 486,6 miliardi di euro. Per le aziende le imposte che pesano di più sono l’Ires (Imposta sul reddito delle società), che nel 2014 ha consentito all’erario di incassare 31 miliardi di euro e l’Irap (Imposta regionale sulle attività produttive) che ha assicurato 30,4 miliardi di gettito (di cui 20,9 miliardi in capo alle imprese e la rimanente parte alle Pubbliche Amministrazioni). “La serie storica – sottolinea Paolo Zabeo, coordinatore dell’Ufficio Studi Cgia – indica che negli ultimi 20 anni le entrate tributarie pro-capite sono aumentate di 76 punti percentuali, molto di più rispetto all’inflazione che, invece, è salita del 47 per cento”. Va anche tenuto conto che la pressione tributaria (imposte, tasse e tributi sul Pil) in Italia (30,1%) è la terza più elevata dell’Area Euro dopo Finlandia e Belgio, superiore di sette punti percentuali rispetto a quella tedesca (22,9%).

Sulle 100 tasse degli italiani la Cgia ha stilato una piccola mappa delle curiosità. Eccola: l’imposta quella più elevata è l’Irpef; quella che paghiamo tutti i giorni è l’Iva; la più pagata dalle società è l’Ires; la più odiata dalle imprese è l’Irap; la più singolare è quella applicata dalle regioni sulle emissioni sonore degli aeromobili; la più lunga come dicitura è l’ imposta sostitutiva imprenditori e lavoratori autonomi regime di vantaggio e regime forfetario agevolato; la più corta (acronimi esclusi) è il bollo auto; l’ultima grande imposta introdotta è La Tasi; la più odiata dalle famiglie è l’l’Imu/Tasi; le più stravaganti sono le imposte sugli spiriti (distillazione alcolici), quelle sui gas incondensabili e sulle riserve matematiche di assicurazione (tasse su accantonamenti obbligatori delle assicurazioni). Ci sono poi la tassa annuale sulla numerazione e bollatura di libri e registri contabili e, infine, tutte le sovraimposte di confine applicate dalla dogana vale a dire quelle sugli spiriti, sui fiammiferi, sui sacchetti di plastica non biodegradabili.