Multe, tasse, mutui: fiducia sul mini sviluppo

Pubblicato il 15 Giugno 2011 16:32 | Ultimo aggiornamento: 15 Giugno 2011 17:09

ROMA –  Dalla tassa sull’alta velocità all’addio all’anatocismo (il calcolo degli interessi sugli interessi), passando per un giro di vite sul diritto delle banche di modificare unilateralmente le condizioni dei contratti. Sono alcune delle novità centrali del decreto sviluppo, o meglio di ciò che ne resta dopo settimane di tagli, aggiustamenti e ripensamenti. Ora il tempo è quasi arrivato e martedì il governo si appresta a presentare, “blindato” dalla fiducia, il decreto alle Camere.

Per l’approvazione i tempi, però, non saranno necessariamente strettissimi. Scrive infatti il Sole 24 Ore che “il governo sembrerebbe intenzionato a rinviare l’apposizione della fiducia a lunedì della prossima settimana, lasciando oggi pomeriggio (mercoledì 15 giugno) e domani per la discussione generale”. Sul piano tecnico significa che la questione di fiducia, a meno di colpi di scena, verrà posta sul decreto lunedì 20 per arrivare, martedì 21, al voto alla Camera. Ottenuto il via libera, nella stessa giornata, il testo passerà anche al Senato.

Le novità, nel decreto, non mancano. Ecco le principali indicate nel dettaglio dal Sole 24 Ore:

Tassa sull’alta velocità: il nuovo testo prevede un “sovrapprezzo per tutti i gestori di trasporto ferroviario passeggeri sulle linee ferroviarie ad alta velocità che saranno destinate alla diminuzione del costo di accesso all’infrastruttura per i servizi di trasporto ferroviario di interesse nazionale oggetto di contratti di servizio pubblico”.

Anatocismo: grazie ad un emendamento del Pd richiesto anche dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti viene cancellato ogni forma di anatocismo degli interessi. Significa, spiega il Sole, che “Il Fisco non applicherà più interessi su sanzioni pecuniarie tributarie e interesse per ritardata iscrizione”.

Spiagge: salta la norma che prevedeva la concessione per 20 anni delle spiagge demaniali grazie all’accoglimento di alcuni emendamenti soppressivi della norma. Ci sarà, invece,  la possibilità di utilizzare i fondi strutturali Ue per finanziare il credito imposta per gli investimenti al Sud.

Sud: Le imprese che investono nel Mezzogiorno godranno di un credito d’imposta finanziato dal Fondo europeo per lo sviluppo regionale. Soldi europei, insomma, per chi investe al sud.

Equitalia addio: Equitalia è stata esclusa dalle attività di accertamento e riscossione delle entrate di Comuni e società partecipate. Per quello che riguarda l’acqua, rimane  l’Agenzia prevista prima del referendum, che però avrà anche compiti di regolazione oltre che di vigilanza.

Ius variandi delle banche. Piccolo giro di vite sullo ius variandi bancario, ovvero sulla possibilità di modificare unilateralmente le condizioni contrattuali. “Lo ius variandi – spiega il Sole – varrà solo per i contratti futuri. Eventuali clausole sullo ius variandi in contratti di finanziamento di mutuo sottoscritti dalle imprese (esclusi consumatori e microimprese) devono essere «espressamente» approvate dal cliente e la modifica dei tassi di interesse può scattare solo al verificarsi di specifici eventi e condizioni, predeterminati nel contratto». Non vale, dunque, per i «contratti in corso» e eventuali «modifiche introdotte sui contratti in corso sono inefficaci»”.

Giudici tributari. Tempi più stretti per i ricorsi: i giudici che non decideranno entro 180 giorni dalla presentazione dei ricorsi potranno essere rimossi se recidivi. Scrive il Sole: “Lo sforamento dei tempi costituirà un illecito disciplinare che sarà valutato ai fini di un eventuale danno erariale”.