Tasse: pressione fisco sale al 43,5%. Tesoro: No, scende al 43,1%. Nodo 80 euro

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 Marzo 2015 12:10 | Ultimo aggiornamento: 3 Marzo 2015 12:10
Tasse: pressione fisco sale al 43,5%. Tesoro: No, scende al 43,1%. Nodo 80 euro

Tasse: pressione fisco sale al 43,5%. Tesoro: No, scende al 43,1%. Nodo 80 euro

ROMA – Tasse: pressione fisco sale al 43,5%. Tesoro: No, scende al 43,1%. Nodo 80 euro. Dal 2011 della cura da cavallo Berlusconi-Monti al 2014 di Renzi la pressione fiscale in Italia è passata dal 41,6% in rapporto al Pil al 43,5% attuale. Un macigno che grava sull’economia italiana peraltro largamente atteso proprio perché il risanamento dei conti imposto dall’Europa per due terzi è stato realizzato con il prelievo fiscale (tre manovre in un anno da 81 miliardi). Le stime ufficiali registrano dunque l’ulteriore aumento, di un decimale, del peso fiscale che nel 2013 si attestava al 43,4%.

Non la pensa così il Ministero dell’Economia (Mef) per il quale già quest’anno abbiamo assistito a un alleggerimento del peso fiscale: il motivo è la corretta valutazione del bonus da 80 euro nel bilancio. Secondo i criteri contabili europei i 9,5 miliardi di euro spesi per finanziare il bonus destinato ai redditi sotto i 26mila euro, spiega Dino Pesole sul Sole 24 Ore, “non figurano tra le minori entrate”, ma vanno classificati come maggiori spese per ragioni sociali.

E’ chiaro, dal punto di vista contabile, che se il denominatore del Pil è più alto (non calcolando minori entrate) a parità di gettito il numeratore del peso fiscale in rapporto appunto al Pil, sarà più basso. E, sempre secondo il Mef, va rilevata una sia pur minima inversione di tendenza. Anche se, in prospettiva, stando alle stesse previsioni del Mef il macigno è destinato a pesare ancora di più nel breve periodo.

Il peso di fisco e contributi sul complesso dell’economia è cresciuto in quattro anni di circa 2 punti percentuali, e stando alla nota tecnica illustrativa dell’ultima legge di stabilità nel 2015 saremo più o meno allo stesso livello (43,2%). Nel 2016 si raggiungerebbe il picco del 43,7%, per poi scendere al 43,6% nel 2017  […] La manovra sull’Irap con il taglio della componente costo del lavoro dal calcolo della base imponibile è una misura che va certamente nella direzione giusta.

Il bonus Irpef sconta invece una sorta di vulnus originario: coinvolge 11 milioni di contribuenti, ma ne restano esclusi altri 10 milioni (lavoratori dipendenti), oltre all’intera platea dei pensionati e dei lavoratori autonomi. Vi è da chiedersi se un intervento sulle aliquote o sulle detrazioni per lo stesso importo non avrebbe reso più “visibile” lo sconto e non solo dal punto di vista delle «nude cifre». (Dino Pesole, Il Sole 24 Ore)