Tasse a rate, Equitalia dolce: “Seconda chance a chi ha saltato 2 pagamenti”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Marzo 2014 16:42 | Ultimo aggiornamento: 20 Marzo 2014 23:30
Tasse a rate, Equitalia dolce: "Seconda chance a chi ha saltato 2 pagamenti"

Tasse a rate, Equitalia dolce: “Seconda chance a chi ha saltato 2 pagamenti”

ROMA – Equitalia riapre le braccia ai contribuenti morosi che hanno perso la loro chance di pagare a rate il proprio debito col Fisco. Con l’entrata in vigore del decreto del Fare, infatti, coloro i quali non sono riusciti ad onorare almeno due rate del piano di rateizzazione hanno perso automaticamente il diritto a spalmare il proprio debito fiscale negli anni. Ma Equitalia è pronta a riammetterli e a far scattare la pena dopo 8 mancati pagamenti e non più due come invece è stato stabilito dal 22 giugno scorso. Lo ha annunciato Benedetto Mineo, ad di Equitalia, in Commissione Finanze al Senato illustrando l’indagine conoscitiva sui rapporti Fisco-contribuenti.

Con il decreto del Fare, ha spiegato Mineo, si è creato un corto circuito sul fronte delle rateizzazioni. I contribuenti già esclusi dalla dilazione al momento dell’entrata in vigore del Dl n. 69, non hanno potuto accedere neppure ai benefici previsti dal decreto del Fare, come ad esempio la rateizzazione allungata fino a 120 rate e quindi 10 anni (prima erano al massimo 76 rate spalmate in 6 anni) e la decadenza in caso di mancato pagamento di otto rate:

“Vi sono moltissimi soggetti che non avendo pagato due rate, secondo la precedente normativa sono decaduti dalla rateazione e per legge (art. 19 del DPR 602/1973) non possono ora ottenerne una in proroga secondo le più favorevoli condizioni individuate dal decreto del Fare. Da una prima stima si evidenzia un potenziale bacino di oltre 20 miliardi di euro che potrebbe essere riammesso alla rateazione”. Motivo per cui sarebbe “opportuna una ulteriore riflessione sulla possibilità di consentire, anche a chi è decaduto dalla rateazione secondo le vecchie regole, di ottenere in via eccezionale un’altra possibilità di dilazionare il debito”.

”Dal 2008 – ha detto Mineo – sono state concesse 2 milioni e 300 mila rateazioni per un importo pari a circa 25 miliardi di euro. Sotto i 50 mila euro per richiedere un piano di rateazione basta una semplice domanda e non è più richiesta alcuna fidejussione. Più dei due terzi delle rateizzazioni in essere (77,3%) riguarda persone fisiche e il restante 22,7% società. Considerando gli importi, il 65,8% sono attive verso imprese e il 34,2% verso persone fisiche. Le modalità per pagare a rate le cartelle sono state ampliate dalle norme introdotte nella seconda metà del 2013 che prevedono la possibilità di ottenere un piano straordinario di rateizzazione fino a 120 rate (10 anni), in precedenza il limite era quello del piano ordinario a 72 rate. L’importo minimo di ogni rata è di norma pari a 100 euro. Una volta ottenuta la rateizzazione, e finché i pagamenti sono regolari, il contribuente non è più considerato inadempiente con gli enti creditori ed Equitalia non iscrive fermi o ipoteche, né attiva qualsiasi altra procedura cautelare ed esecutiva. Inoltre con una rateizzazione in corso è possibile richiedere il Durc (Documento unico di regolarità contributiva) e il certificato di regolarità fiscale per poter lavorare con le pubbliche amministrazioni”.

 

Non altrettanto ottimista però è il parere espresso dal direttore dell’Agenzia delle entrate e presidente di Equitalia Attilio Befera, intervenuto dinanzi alla stessa Commissione in un’altra audizione sul Federalismo Fiscale. Befera ha precisato che, seppure queste misure siano utili a migliorare la qualità del rapporto Fisco-contribuenti, dall’altra già evidenziano “qualche riflesso negativo sul gettito”. “La dilazione lunga a 10 anni e la decadenza dopo 8 mancati pagamenti potrebbero avere riflessi sul conto economico di Equitalia e potrebbero creare probabilmente qualche problema nel tempo”.