Tasse record, aziende al 68%: Fisco incassa 1,7 mln al minuto

Pubblicato il 10 Giugno 2013 8:40 | Ultimo aggiornamento: 10 Giugno 2013 8:40
Tasse record, aziende al 68%: Fisco incassa 1,7 mln al minuto

Foto Lapresse

ROMA – Aziende italiane e cittadini italiani subissati di tasse: la pressione fiscale, che già per i cittadini ha raggiunto quota 44,6%,  per le imprese ha raggiunto livelli record: superata la soglia del 68%, che ci ha testa come il Paese europeo più oppressivo per chi vuole aprirsi un’attività. Un Paese nel quale il Fisco intasca oltre 1 milione e 700 mila euro al minuto. Del fenomeno parla Sergio Rizzo sul Corriere della Sera. Rizzo cita uno studio della Confartigianato.

Rizzo, ricordando che la pressione fiscale “ha raggiunto il 44,6 per cento, livello mai visto dal 1990”, spiega che “negli ultimi tre mesi 2012, durante i quali per ogni minuto che trascorreva il Fisco incassava un milione 731.416 euro.

Rizzo spiega che all’aumento delle tasse è corrisposta una perdita di ricchezza globale per l’Italia: L’ufficio studi della Confartigianato ricorda che tra il 2005 e il 2013, secondo le stime Ue, le entrate fiscali sono salite del 21,2 per cento, pari a 132,1 miliardi: cifra esattamente corrispondente all’aumento nominale del Pil, diminuito però in termini reali. Per ogni euro di crescita apparente, dunque, l’Erario ha intascato un euro in più

Logica conseguenza, scrive ancora il giornalista, la moria delle aziende e la perdita di lavoro per un numero sempre maggiore di cittadini. Insieme alle tasse record, c’è una disoccupazione record che non fa ben sperare per il futuro. Secondo lo studio, le tasse sul lavoro (oltre il 42%) superano di 4 punti percentuali la media europea.

Negli ultimi 600 giorni, 530 dei quali governati da Monti, il numero delle imprese è calato dell’uno per cento, il Pil è diminuito del 3,4 per cento, il credito al sistema produttivo ha subito una flessione di 65 miliardi, il debito pubblico è aumentato di 122 miliardi, la pressione fiscale è cresciuta dell’ 1,8 per cento, la disoccupazione giovanile si è ingigantita dell’ 8,5 per cento. Il numero delle persone senza lavoro è lievitato di 728 mila unità. La pressione fiscale sulle imprese risulta ben più elevata di quella per le famiglie: è arrivata al 68,3 per cento.