Taglio Irpef impossibile. Prima tocca alla spesa corrente: servono mesi

Pubblicato il 23 Febbraio 2012 12:55 | Ultimo aggiornamento: 23 Febbraio 2012 12:55

ROMA –  Misure strutturali di riduzione delle tasse dovranno attendere significativi tagli  alla spesa corrente. Non si fa dall’oggi al domani, non si fa arbitrariamente. Prima bisognerà attendere i risultati della “spending review” che accerti dove e quanto si deve potare, soprattutto per evitare i famigerati tagli lineari, che magari incidono su settori e funzioni dello Stato cui non si può rinunciare, che magari vanno bene e che rischiano così disastrose penalizzazioni. Ragionevolmente ci vorranno mesi prima che un esame serio di spending review arrivi a conclusione.

Diverso, ma ispirato allo stesso principio inderogabile di non sforare sui conti pubblici (la Ue vigila), il discorso sul Fondo a sostegno dei redditi più bassi, annunciato da Monti. Finché non si saprà quanto recuperato dall’evasione fiscale, non se ne parla. In ogni caso quella somma sarà redistribuita ma solo attraverso detrazioni fiscali, piuttosto che a un taglio dell’aliquota Irpef più bassa dal 23 al 20%, quella che si applica fino a 15 euro di imponibile. Ma non è affatto detto, e sicuramente non subito.

Il taglio dell’aliquota è stimabile in 5,8 miliardi di perdita di getto fiscale. Se consideriamo anche l’opzione della rinuncia all’aumento di due punti percentuali delle aliquote Iva del 10 e del 21%, possibilità espressa anche nel decreto salva-Italia, le minori entrate sarebbero dell’ordine di 4 miliardi. Considerato anche che (ultimi dati della Commissione Europea) l’Italia accuserà una perdita del Pil dell’1,3 per cento nei prossimi sei mesi, la situazione appare bloccata, come confermano autorevoli fonti dal Ministero dell’Economia. Niente tagli fiscali, non ce lo possiamo permettere. L’ulteriore caduta del Pil, aumenta il deficit, nonostante un più sostenuto calo degli interessi sul debito, grazie alla discesa dello spread. La morale è che effetti redistributivi non ci saranno: ogni risorsa serve a riequilibrare il bilancio.