Tasse sui conti in Svizzera, la Germania boccia l’accordo con Berna

Pubblicato il 23 Novembre 2012 12:14 | Ultimo aggiornamento: 23 Novembre 2012 15:09
Il ministro delle Finanze tedesche Wolfgang Schaeuble (Foto Lapresse)

Il ministro delle Finanze tedesche Wolfgang Schaeuble (Foto Lapresse)

BERLINO – Salta l’accordo tra Germania e Svizzera sui conti dei cittadini tedeschi nelle banche elvetiche. Il Consiglio federale tedesco, il Bundesrat (Camera bassa del Parlamento), ha bocciato l’accordo fiscale che riguardava i conti dei cittadini tedeschi non dichiarati negli istituti svizzeri.

A votare contro sono stati i socialdemocratici dell’Spd e i Verdi. Nel Bundesrat, infatti, la coalizione di centro-destra della cancelliera Angela Merkel non ha la maggioranza. Nonostante l’appello all’assemblea lanciato dal ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, l’accordo è stato respinto dai parlamentari della Camera alta guidata dall’opposizione secondo cui l’intesa è troppo morbida con gli evasori, perché garantisce l’anonimato.

L’accordo era stato approvato lo scorso ottobre dalla Camera bassa del Parlamento, dove la coalizione di Merkel ha la maggioranza.

Secondo l’intesa raggiunta con Berna, i fondi depositati a partire dal 2013 in Svizzera verrebbero tassati come in Germania. Chi ha depositato soldi nelle banche elvetiche illegalmente negli ultimi dieci anni, potrebbe fare un versamento una tantum e in forma anonima al fisco tedesco, pagando una tassa calcolata in modo forfettario (compresa fra il 21 e il 41 per cento).

L’accordo fiscale impone un’aliquota fiscale retroattiva fino al 41 per cento sui capitali depositati in conti all’estero di cittadini tedeschi. Prevede anche una tassa sugli interessi futuri e consente l’anonimato ai titolari del conto.

La risposta della Svizzera. La Svizzera si è detta ancora disposta a procedere con l’accordo con la Germania nonostante il ”no” del Bundesrat. Lo ha  affermato a Berna la presidente della Confederazione e ministro delle finanze svizzero Eveline Widmer-Schlumpf .

La Svizzera sottolinea che ”la procedura in Germania non è ancora conclusa” e che ”occorre attendere il risultato di una conferenza di conciliazione, composta da membri del Bundestag e Bundesrat  tedeschi”, che potrebbe essere convocata.

Nel comunicato  pubblicato a Berna, la presidente della Confederazione aggiunge che ”in ogni caso la Svizzera porrà in vigore con effetto al primo gennaio 2013 le convenzioni sull’imposizione alla fonte concluse con Gran Bretagna e Austria, che hanno ratificato l’accordo.

La Svizzera sta anche conducendo negoziati con Italia e Grecia su accordi simili. Altri paesi europei ed extraeuropei hanno manifestato il loro interesse.