Tasse vecchie (prima 2015) cancellate sotto i 5 mila euro? Rottamate se dopo il 2015

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 1 Marzo 2021 9:07 | Ultimo aggiornamento: 1 Marzo 2021 9:07
Tasse vecchie (prima 2015) cancellate sotto i 5 mila euro? Rottamate se dopo il 2015

Tasse vecchie (prima 2015) cancellate sotto i 5 mila euro? Rottamate se dopo il 2015 (Foto d’archivio Ansa)

Tasse vecchie, tasse non pagate da anni, tasse in buona parte inesigibili, tasse perdute…Talmente perdute che lo Stato spesso se ne fa una ragione e rinuncia, Anche stavolta, pare, dicono, sussurrano. In arrivo pare, dicono e sussurrano la cancellazione delle cartelle esattoriali antecedenti il 2015 se l’importo da pagare è inferiore a cinquemila euro.

Non tutta la generosità che sembra luccicare

Il provvedimento-cancellazione, se arriverà, sarà nei fatti meno generoso di quel che sembra: dopo cinque anni molte delle somme da pagare ve non pagate vanno in una sorta di prescrizione fiscale. Quindi si cancellano soprattutto fastidi, burocrazie e ammontare di inutile lavoro per Agenzia delle Entrate. E comunque si cancellerebbe un contenzioso e anche la sostanza di qualche debito fiscale là dove ancora esigibile.

Tasse: rottamate se dopo il 2015

Meno luccicante ma più sostanzioso il secondo braccio del provvedimento annunciato: i debiti fiscali dal 2015 in poi, se non pagati ad oggi, potrebbero essere saldati a rate e senza calcolare interessi e sanzioni. Interessi e sanzioni che col passare degli anni finiscono per ammontare a non poca cosa. Si chiama rottamazione ed è una pratica che da eccezione sta diventando regola.

Non condoni fiscali che troppo apertamente e duramente feriscono chi ha regolarmente pagato e che troppo sfacciatamente invitano di fatto i contribuenti morosi a non pagare, tanto arriva il condono. Non condono ma rottamazione, cioè pagare la tassa non pagata senza il più della “multa” per non aver pagato al tempo dovuto.

Tasse: le decine di milioni di cartelle esattoriali

Cartelle esattoriali a decine di milioni da spedire ai contribuenti. Così tante perché nel 2020 tutte bloccate o quasi. Così tante da non poter essere riversate sulle economie aziendali e familiari nel 2021. Così tante eppure da gestire. Cancellare quelle che ormai son solo pezzi di carta polverosi e praticare uno “sconto” a quelle più recenti e di minore importo sembrano essere le prime scelte, in parte obbligate, del governo in materia fiscale.