Tav: lavori avanti. Bagarre alla Camera per quel “olio di ricino” di Lega e M5s

Pubblicato il 4 Giugno 2013 20:55 | Ultimo aggiornamento: 4 Giugno 2013 20:55
Tav: lavori avanti. Bagarre alla Camera per quel "olio di ricino" di Lega e M5s

(Foto LaPresse)

TORINO – Tav: al cantiere di Chiomonte ”siamo avanti di sei mesi rispetto al programma”. Lo annuncia Marco Rettighieri, direttore generale della Ltf, la società responsabile del tratto internazionale della futura Torino-Lione, nel giorno in cui l’avanzamento dei lavori per lo scavo del ‘cunicolo esplorativo’ viene mostrato alla stampa italiana e francese.

Ma alla Camera riesplode la bagarre: dopo quella scoppiata giorni fa per il ”bombardiamolo” partito dai banchi del Movimento 5 Stelle, questa volta a fare sussultare è ”l’olio di ricino” che viene evocato sia dal leghista Stefano Allasia sia dalla grillina Laura Castelli.

Il dibattito nell’Aula della Camera si infiamma sul tema della Tav, tanto che viene evocato per ben due volte l’olio di ricino, strumento di tortura fascista. Secondo quanto riporta il resoconto stenografico dell’Aula, il primo a citarlo e’ il leghista Stefano Allasia. ”Non pensiate che noi della Lega di Torino non abbiamo fatto le nostre opposizioni. Contro la Tav. Perché? Perché non c’era stato dialogo. Dal 2000 in avanti si è cambiato il passo, è cambiata la politica, è cambiata l’interlocuzione con le amministrazioni locali e con lo Stato per cercare di avvicinare sempre di più queste infrastrutture ai cittadini. Sicuramente, voi avreste bisogno di olio di ricino, in modo tale da capire cos’è la realtà dei fatti – afferma il deputato del Carroccio, con un riferimento dal quale i 5 Stelle si sono sentiti chiamati in causa – Noi, quando eravamo li’, a Bussoleno e a Susa, voi non c’eravate, ma non c’era neanche il Pd o Sel”.

Poco più tardi prende la parola la deputata M5S Laura Castelli. ”Il maggior quotidiano piemontese, nello stesso giorno in cui annunciava l’arrivo del Ministro dell’interno per decidere l’apertura forzata e forzosa del cantiere della Maddalena, commentava nelle pagine a fianco una grande operazione dei carabinieri del comando di Torino sotto il titolo: ‘Le mafie minacciano anche le grandi opere’. Lo trovo davvero buffo. Io a questi attori si’ che darei l’olio di ricino”, dice Castelli, suscitando gli applausi dei deputati del Movimento e ”commenti” dei deputati del Partito democratico. ”Noi vorremmo sapere se vi sembra normale fare un’opera, forzando legalità e verità – prosegue Castelli – Vorremmo sapere se si può smettere di dire che i lavori sono oltre la metà. Non è vero, veniteci voi a guardare questi venti metri di tunnel. E smettiamola di raccontare che il Tav è un trenino da viaggiatori”.    Le parole di Castelli vengono intese da più d’uno, anche per il contesto del discorso in cui sono state pronunciate, come un attacco al quotidiano ‘La Stampa’ di Torino, il giornale da lei citato. Ma la parlamentare a chi la interpella replica: ”Non capisco come si possa capire una cosa del genere. E’ chiaro che mi riferivo alla mafia, non ai giornalisti. Sono quelli della mafia gli ‘attori’ cui darei l’olio di ricino”.

Alla Maddalena di Chiomonte sono passati quasi due anni da quando, dopo una lunga giornata di tensione, l’area occupata dal movimento No Tav venne ‘conquistata’ dalle forze dell’ordine. Il cunicolo che arriverà fino al livello del futuro tunnel di base è arrivato a 123 metri, solo con l’utilizzo dell’escavatore e senza esplosivi.

”E’ un normalissimo, sottolineo normalissimo cantiere di una galleria, che in questo caso ci consentirà di conoscere il cuore delle Alpi – dice Rettighieri – dove la sicurezza dei lavoratori viene prima di qualsiasi altra cosa. E dove non e’ stato trovato né amianto, né uranio. Neppure il timore di frane – prosegue il dg della Ltf – e’ fondato: lo scavo ha già oltrepassato il tratto della frana, peraltro una paleofrana quiescente, e nessuna vibrazione è stata trasmessa alle rocce”.

A settembre dovrebbe entrare in funzione la fresa che consentirà di scavare ad una velocità dieci volte superiore a quella attuale, due metri al giorno. Nel frattempo, i Parlamenti italiano e francese saranno chiamati ad approvare il trattato italo-francese sulla Tav: ”Parigi – dice Mario Virano, presidente della commissione italo-francese – dovrebbe votarlo già prima della pausa estiva, se corriamo possiamo farcela anche noi”.

La ratifica dell’accordo ”è l’atto politico – spiega Hubert Du Mesnil, presidente della Ltf – che consentirà di determinare le condizioni per la realizzazione del tunnel di base (57 km, 45 in Francia, 12 in Italia, ndr) e la ripartizione dei fondi tra i due Paesi e l’Unione Europea. Italiani e francesi stanno facendo squadra, è un progetto difficile, ma abbiamo la pretesa di riuscirci”. Alla fine del 2013 ”ci saranno tutte le condizioni – aggiunge Virano – affinché all’inizio del 2104 si possano avviare le gare per i lavori del maxi-tunnel e della stazione internazionale di Susa”.

Ma già a fine 2013 partirà lo scavo del prolungamento di una delle tre discenderie in Francia: sarà realizzato con il diametro del tunnel di base e, quindi, può essere considerato con l’inizio dell’opera più importante della nuova Torino-Lione”. E’ stato ufficializzato oggi, infine, lo spostamento da Torino a Roma del vertice bilaterale tra Italia e Francia in programma in autunno.