Primo round ai tassisti: la competenza sulle licenze resta ai Comuni

Pubblicato il 20 Gennaio 2012 14:14 | Ultimo aggiornamento: 20 Gennaio 2012 14:47

ROMA – Primo round ai tassisti, le licenze restano di competenza dei Comuni. Il governo ha infatti espunto dalle liberalizzazioni il comma 8 dell’art.40 della precedente bozza che assegnava la competenza all’Autorità dei trasporti. Un tratto di penna ha cancellato la norma più invisa alla categoria che la metteva al primo punto della protesta. “Giù le mani dalle licenze” era uno degli slogan più gettonati. La norma prevedeva che l’Autorità sulle reti fosse incaricata di stabilire eventuali incrementi delle licenze per i taxi. L’aumento sarebbe stato accompagnato da compensazioni una tantum in favore di chi è già titolare, utilizzando gli introiti derivanti dalla messa all’asta delle nuove licenze oppure attribuendole a chi già le detiene, con facoltà di venderle o affittarle. Con maggiore libertà nella fissazione delle tariffe che dovranno essere pubblicizzate.

Sono inoltre previste la possibilità di più licenze in capo a uno stesso soggetto e la possibilità di esercitare il servizio al di fuori dell’area per la quale le licenze sono state rilasciate.

La nuova bozza dedica uno specifico articolo alla “Misura in materia di trasporto urbano non di linea”, che aggiunge un intero comma a un articolo della legge del 15 gennaio del 1992, quella che assegna ai comuni le competenze in materia di taxi.    In particolare, la bozza dice che ”i comuni sono tenuti altresi’ ad adeguare i regolamenti di esercizio del servizio taxi ad una offerta del servizio con tariffe e qualita’ delle prestazioni in rapporto ai diversi contesti urbani ed in particolare per quanto riguarda le citta’ metropolitane, secondo criteri di ragionevolezza e proporzionalita’, allo scopo di garantire il diritto di mobilita’ degli utenti”.

L’adeguamento del settore, pero’, dovra’ avvenire nei rispetto di alcuni principi: in particolare: l’incremento del numero delle licenze, ove ritenuto necessario anche in base ad un’analisi per confronto nell’ambito di realta’ comunitarie comparabili, e’ accompagnato da adeguate compensazioni da corrispondere una tantum a favore di coloro che sono gia’ titolari di licenza o utilizzando gli introiti derivanti dalla messa all’asta delle nuove licenze, oppure attribuendone a chi gia’ le detiene, con facolta’ di vendita o affitto, in un termine congruo oppure attraverso altre adeguate modalita’; consentire ad un medesimo soggetto di avere la titolarità di piu’ licenze, con la possibilita’ di essere sostituiti alla guida da chiunque abbia i requisiti di professionalita’ e moralita’ richiesti dalla normativa vigente; prevedere la possibilita’ di rilasciare licenze part time e di consentire ai titolari di licenza una maggiore flessibilita’ nella determinazione degli orari di lavoro, salvo l’obbligo di garanzia di un servizio minimo per ciascuna ora del giorno; consentire ai possessori di licenza di esercitare la propria attivita’ anche al di fuori dell’area per la quale sono state originariamente rilasciate; consentire una maggiore liberta’ nell’organizzazione del servizio cosi’ da poter sviluppare nuovi servizi integrativi come, ad esempio, il taxi ad uso collettivo o altre forme; consentire una maggiore liberta’ nella fissazione delle tariffe, la possibilita’ di una loro corretta e trasparente pubblicizzazione, fermo restando la determinazione autoritativa di quelle massime a tutela dei consumatori”.

L’attribuzione ai Comuni della competenza sulle licenze farà piacere anche a molti sindaci schieratisi apertamente dalla parte dei tassisti in agitazione quasi permanente, nonostante il rischio elevato di precettazione.  A Genova il primo cittadino Marta Vincenzi è intervenuta al sit in di protesta esprimendo solidarietà. Gianni Alemanno a Roma ha dichiarato il suo apprezzamento per le scelte della categoria: “Mi ritrovo d’accordo con le loro proposte, che rispecchiano le esigenze della categoria ma che sono in grado di migliorare questo servizio pubblico molto importante tutelando i bisogni dei cittadini utenti”. Anche Walter Veltroni è d’accordo e lo scrive su Twitter: ”Lo dico io che sono insospettabile: sarebbe sbagliato consentire ai taxi di abbandonare le proprie città. Rischiamo di avere comuni senza taxi e comuni con troppi taxi”.