Telecom: anche Brandes (Usa) rastrella azioni risparmio. Americani oltre l’11%

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 febbraio 2014 14:41 | Ultimo aggiornamento: 13 febbraio 2014 14:41
Telecom: anche Brandes (Usa) rastrella azioni risparmio. Americani oltre l'11%

Telecom: anche Brandes (Usa) rastrella azioni risparmio. Americani oltre l’11%

ROMA – Telecom: anche Brandes (Usa) rastrella azioni risparmio. Gli investitori, in particolare quelli americani, riscoprono l’interesse per le azioni Telecom risparmio. La Sec (la Consob Usa) ha comunicato che due fondi Usa, due big istituzionali, ne hanno rastrellato più dell’11% (oltre il 5% c’è l’obbligo di comunicazione).  Dopo il fondo Massachussetts Financial Services Company che a inizio febbraio ha dichiarato di avere in portafoglio azioni risparmio pari al 5,7% anche Brandes Investment ha acquistato 351.098.480 azioni pari al 5,83% del totale delle risparmio. Non risulta, in verità, nelle sale operative un particolare attivismo sulle azioni di risparmio, che hanno chiuso la seduta in rialzo dello 0,54% a 0,65 euro.

Anche per quanto riguarda le partecipazioni dei due fondi americani, le quote risultavano già a settembre 2013 (rpt 2013) molto vicine alle attuali partecipazioni dichiarate nel ‘filing’ alla Sec il 10 febbraio. Le mosse d’oltreoceano hanno avuto un riflesso immediato in Italia, quali spie di cambiamenti rilevanti in vista, dalla scommessa su una fusione con Telefonica alla conversione da decenni in stand by, quella appunto delle azioni risparmio, conversione sempre rimandata per non diluire la catena di controllo azionario.

Sul mercato la riscoperta delle risparmio non è passata inosservata e le ipotesi, dalle più banali alle più suggestive, si sprecano. Una prima spiegazione, la più piana, è semplicemente che le risparmio si sono accodate, quasi in automatico, alla rimonta delle ordinarie. A supporto di questa tesi c’è il fatto che negli ultimi sei mesi lo sconto di prezzo tra le due categorie è stabilmente attestato intorno al 21%, essendosi allargato dal 12% che si era registrato a cavallo tra il 2012 e il 2013. Sul versante opposto lo scenario più ardito è la scommessa sulla fusione tra Telecom e Telefonica, che non ha emesso azioni di risparmio. Ma la fusione in questo momento sembra da relegare nel libro dei sogni. (Antonella Olivieri, Il Sole 24 Ore)