Telecom: Fossati chiede a Consob l’assemblea per revocare il board Telco

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Ottobre 2013 14:30 | Ultimo aggiornamento: 18 Ottobre 2013 14:30
Telecom: Fossati chiede a Consob l'assemblea per revocare il board Telco

Telecom: Fossati chiede a Consob l’assemblea per revocare il board Telco

ROMA – Telecom: Fossati chiede a Consob l’assemblea per revocare il board Telco. Nella partita Telecom è il momento dei battitori liberi: si muove Marco Fossati, azionista con Findim, che ha spiegato alla Consob perché è necessaria una assemblea dei soci: l’obiettivo è far revocare il board targato Telco dopo l’avanzata di Telefonica. Il finanziere, ora terzo azionista con il 5,004% dietro a Blackrock che ha il 5,13%, va all’attacco contro Telefonica e chiede la testa dei consiglieri di nomina Telco.

Che l’obiettivo sia indurre Telefonica ad acquistare la sua quota o proporsi come ‘cavaliere bianco’ radunando sul mercato la maggioranza relativa, di certo questa mossa rende la partita interessante. Fossati scrive – in una nota in cui motiva la richiesta di convocazione di un’assemblea per la revoca del cda subito, senza aspettare l’assemblea di aprile – di non reputare i consiglieri più idonei a garantire l’interesse sociale e chiede di dare la parola ai soci.

Gli analisti che provano a leggere la mossa vedono il tentativo di coagulare attorno a sé i fondi che già si erano mostrati avversi al riassetto azionario a monte di Telecom e al rafforzamento di Telefonica. “Findim potrebbe puntare a far sì che Telefonica valorizzi la sua quota (Fossati avrebbe investito più di un miliardo di euro con un valore di carico intorno 1,7 euro per azione), assicurare una valutazione premium per il Brasile o anche supportare un’ipotesi di aumento del capitale” ipotizza Intermonte.

Quale che siano le sue reali intenzioni Fossati potrebbe essere il motore che fa muovere il mercato, di solito restio a coalizzarsi, e di fatto arginare Telefonica e i soci italiani in quello che (come scrive Findim nelle sue motivazioni alla richiesta di assemblea) è il possibile “condizionamento che il nuovo assetto proprietario di Telco potrà esercitare sulle determinazioni degli amministratori candidati da Telco nella gestione delle partecipazioni detenute nei mercati (Brasile e Argentina) sulle quali sussiste una forte presenza di Telefonica, socio di maggioranza di Telco”.

Il rischio, osservano in ambienti finanziari, è che tutto si trasformi in una bolla di sapone e svanisca o che Fossati possa essere ‘comprato’ (ovvero Telefonica faccia un’offerta per la sua quota simile a quella fatta ai soci italiani) prima di arrivare all’assemblea. “Personalmente non me lo aspettavo” commenta il dg di Intesa Sanpaolo e consigliere Telecom, Gaetano Micciché anche se “comprendo le ragioni di Fossati perché è un azionista che ha investito tanti denari da diversi anni”.

Per cui, “credo che abbia delle giuste aspettative affinché la società possa raggiungere obiettivi di redditività”. Fossati, alla vigilia dell’accordo, il 23 settembre era andato in Piazzetta Cuccia e, secondo quanto si apprende, in quell’occasione sarebbe stato messo al corrente dell’operazione.

L’11 ottobre poi il superamento della quota rilevante del 5% che gli ha permesso di avvalersi dell’articolo 2367 del codice civile, in base al quale ora il cda di Telecom è tenuto a convocare l’assemblea. Ad oggi non risulta ancora una convocazione (oltre a quella del 7 novembre già in calendario per l’esame dei conti) ma ci si attende verrà convocato a breve con all’ordine del giorno l’unico punto, la determinazione della data della riunione dei soci, verosimilmente prima della fine dell’anno (e prima che gli spagnoli arrivino al 100% di Telco).

Intanto Asati, l’associazione dei piccoli azionisti Telecom, sta inviando una comunicazione ai primi 5.000 azionisti privati con il progetto ”portiamo 50mila deleghe in assemblea” e ha raggiunto lo 0,75% delle azioni ordinarie. In Borsa invece il titolo, dopo aver tentennato in mattinata, è tornato a salire chiudendo in rialzo dello 0,49% a 0,72 euro. “La mossa di Findim – commenta Intermonte – può accrescere speculazioni sul cambio di controllo”.