Telecom, Massimo Mucchetti: “L’Italia non può perdere il controllo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 settembre 2013 10:48 | Ultimo aggiornamento: 24 settembre 2013 10:48
Telecom, Massimo Mucchetti: "L'Italia non può perdere il controllo"

Massimo Mucchetti (Foto LaPresse)

ROMA – “L’Italia non può perdere il controllo di Telecom“. Massimo Mucchetti, senatore del Pd, commenta così l’ascesa della spagnola Telefonica che sale al 65% di Telco e controlla il 22,4% di Telecom. In un’intervista al Corriere della Sera, Mucchetti spiega che “l’iniziativa spagnola interpella l’Italia intera, governo e Parlamento devono intervenire”.

Parlando dell’ascesa di Telefonica su Telecom, Mucchetti spiega:

“Il Pd non può distrarsi perché ha un congresso alle porte. Il Pdl non può ridursi a pensare solo al destino del suo padrepadrone. La mossa di Telefonica potrà forse interessare i tre soci italiani di Telco ma, allo stato attuale delle informazioni, non mi pare utile per l’azienda, il mercato finanziario e il Paese”.

Il senatore Pd ha poi detto:

“‘Telefonica ha 66,8 miliardi di debiti finanziari e un patrimonio netto tangibile negativo per 22,4. Telecom ha 40 miliardi di debiti e un patrimonio netto tangibile negativo per 17. Sommate hanno un po’ di liquidità, 17 miliardi, ma è posta a garanzia del debito e costa più di quanto rende”.

”Con i debiti che hanno tendono a non guadagnare più abbastanza”, spiega Mucchetti, Telefonica insomma vuole Telecom

”per prendersi il mercato italiano, che resta importante, a prezzo vile. Poi venderà Tim Brasil e Argentina per ridurre il debito”.

Per Mucchetti, l’Italia invece non può permettersi

”di perdere il controllo sul primo operatore di telefonia dopo averlo perso su Omnitel, Wind, Fastweb e H3g. L’Italia ha poche grandi imprese, non può perderle”.

Mucchetti propone che il numero uno di Telefonica, Cesar Alierta,

”venga ad illustrare i suoi progetti al Parlamento e al governo, il quale dovrebbe subito completare la normativa sulla golden share a tutela delle risorse strategiche nazionali, comunicazioni comprese”.