Telecom: utili in rialzo del 14,6%. Tim però delude e l’ad Fabrizio Bona lascia

Pubblicato il 5 Novembre 2010 10:02 | Ultimo aggiornamento: 5 Novembre 2010 10:37

Ricavi per 19,8 miliardi (-0,5%) e utili su del 14,6%. Sono questi i principali risultati di Telecom Italia, che ha chiuso i primi nove mesi del 2010 con ricavi per 19,8 miliardi (-0,5%, -4,9% in termini organici). L’ebitda è stato di 8,4 miliardi (-0,6%), al netto di 240 milioni accantonati per interventi sul personale. Escludendo le partite di natura non ricorrente, l’utile è a quota 1,9 miliardi, in rialzo del 14,6%. Mentre l’indebitamento è calato di 964 milioni rispetto a fine 2009, attestandosi a 32,9 miliardi.

“I risultati confermano che la nostra strategia di riposizionamento nei mercati core è stata pienamente raggiunta” ha detto l’ad Franco Bernabè. La Borsa che non si aspettava la frenata del mobile ha penalizzato il titolo (-3,54%).

Risultati al di sotto delle attese, soprattutto per colpa della telefonia mobile di Tim. A questo proposito Fabrizio Bona, responsabile della divisione consumer della telefonia mobile italiana, è stato sollevato dal suo incarico. L’ex dirigente di Wind, dopo aver fatto la fortuna del terzo operatore mobile italiano, nel luglio 2009 era stato incaricato di guidare il rilancio della divisione dei clienti consumer di Tim. Ma l’esperienza di Bona in Telecom non ha portato i risultati sperati, tant’è che anche nell’ultimo trimestre 2010 il gruppo non riuscirà a recuperare terreno e così ieri il titolo in Borsa ha perso il 3,5% a 1,06 euro.

Se a livello nazionale Telecomha fatto un passo indietro, il Brasile ha fatto un balzo in avanti dell’8,3% a 10,5 miliardi di reais: il fatturato del gruppo ha così arginato il calo in termini organici del 4,9% a 19,9 miliardi, che diventa un meno 0,5% in termini assoluti grazie soprattutto all’apprezzamento della valuta carioca rispetto all’euro. “Solo Tim è andata peggio del previsto – ha ricordato Bernabè – tutto il resto e in particolare Brasile e Argentina sono andati meglio delle attese. Per questo confermiamo gli obiettivi 2010 e gli altri target del nostro piano industriale”.

5 x 1000