Fusione Telecom-Telefonica: smentita governo non convince, spagnoli in silenzio

Pubblicato il 2 Febbraio 2010 12:44 | Ultimo aggiornamento: 2 Febbraio 2010 12:45

La smentita del governo, tramite una nota diffusa dall’ufficio stampa di Palazzo Chigi, sulle indiscrezioni pubblicate dal quotidiano “La Repubblica” a proposito di una imminente e inevitabile fusione tra Telecom e Telefonica non ha convinto nè il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, nè la Consob.

«In merito alle presunte rivelazioni di ‘Repubblica’ – recitava la nota – che individuano Palazzo Chigi coinvolto nella vicenda Telecom, la Presidenza del Consiglio smentisce nella maniera più totale: nessun incontro, nessun contatto, nessun paletto come riferito nell’articolo».

Polemico Bersani: «Ho letto la smentita che non capisco fino a che punto smentisce la sostanza. In ogni caso sarebbe curioso che si sono spesi tre miliardi per tenere italiana per qualche anno una compagnia aerea e poi ci facessimo portare via la rete della Telecom magari inventando una di quelle favole che si usano in questi casi, cioè che uno è il padrone e l’altro è quello che comanda. Il Pd – ha concluso Bersani – sarà in attesa vigile sull’evoluzione della vicenda».

Il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, in Israele per la bilaterale con il premier Silvio Berlusconi, avrebbe espresso parere favorevole alla fusione Telecom-Telefonica: «Dopodomani – ha detto – incontrerò l’amministratore delegato di Telecom».

Nessun commento dalla controparte spagnola. «Non facciamo alcun commento – dice da Madrid un portavoce di Telefonica – Ho visto che il governo italiano ha smentito le notizie, noi non commentiamo».

La Consob, intanto,  monitora attentamente la situazione di Telecom Italia. La Commissione questa mattina ha interpellato il Governo per chiedere un commento sull’ipotesi di stampa di un via libera dell’esecutivo alle nozze con Telefonica, ma Palazzo Chigi era già pronto con la nota che poi ha diffuso, negando il proprio coinvolgimento. Nel contempo l’autorità ha avviato tutti gli accertamenti, a cominciare da quelli sull’operatività del titolo, tenendo sotto controllo chi ha comprato e chi ha venduto, quali sono gli intermediari più attivi e per conto di chi operano.

In Borsa il titolo Telecom era entrato in asta di volatilità poco dopo l’apertura (dopo aver segnato un progresso dell’8,7%), ma ha rallentato dopo la smentita facendo comunque registrare un “boom” di scambi.