Telefonate e sms all’estero nei Paesi Ue: costo massimo 19,6 cent

di redazione Blitz
Pubblicato il 15 novembre 2018 20:15 | Ultimo aggiornamento: 16 novembre 2018 8:11
Telefonate e sms all'estero nei Paesi Ue: arriva il tetto

Telefonate e sms all’estero nei Paesi Ue: arriva il tetto (Foto Ansa)

STRASBURGO – Arriva il tetto per le telefonate all’estero. Dal 15 maggio 2019 il costo delle chiamate internazionali all’interno dell’Unione europea non potrà superare i 19 centesimi al minuto e quello degli sms i 6 centesimi: dopo un iter legislativo durato oltre due anni è finalmente arrivata in porto la nuova normativa europea che introduce misure per la protezione dei consumatori e per sostenere lo sviluppo del 5G puntando sul modello ‘wholesale only’, ovvero quello rappresentato da OpenFiber.

Il pacchetto telecomunicazioni è stato approvato dal Parlamento europeo a Strasburgo con 590 voti in favore, 63 voti contrari e 23 astensioni. Le regole in esso contenute prevedono tra l’altro il potenziamento della sicurezza degli utenti che usano servizi basati sul web come Skype e WhatsApp, anche attraverso l’uso della crittografia.

Tra le novità introdotte, il diritto a conservare il proprio numero di telefono fino ad un mese dalla rescissione del contratto, il rimborso del credito prepagato non utilizzato, un indennizzo in caso di ritardi o abusi quando si cambia operatore e un sistema 112 ‘al contrario’, che gli Stati membri dovranno mettere in piedi entro tre anni per avvertire i cittadini in caso di emergenze o catastrofi.

Il pacchetto, che dovrà essere attuato dai Paesi membri dell’Ue entro due anni dal via libera formale del Consiglio atteso per dicembre, fornirà però soprattutto un quadro di regole chiaro per incentivare gli investitori a mettere risorse per lo sviluppo del 5G in Europa. In particolare il nuovo codice Ue delle tlc, tramite facilitazioni regolamentatorie, incentiva il ‘modello wholesale only’ (che è quello di OpenFiber in Italia), ossia degli operatori che si occupano solo della rete e che non offrono servizi agli utenti finali come fanno invece gli operatori storici come Deutsche Telekom, Telefonica o Tim.

Bruxelles ritiene infatti che il modello ‘wholesale only’ elimini alla radice il conflitto d’interessi di chi ha la rete ma offre anche servizi ai consumatori finali, assicurando così un accesso all’infrastruttura non discriminatorio a tutti gli operatori e accelerando la realizzazione del 5G.

Le nuove regole, inoltre, definiscono operatori ‘wholesale’ (‘solo all’ingrosso’) anche quelli che serviranno l’utenza business e il mercato della pubblica amministrazione, mentre non rientrano in questa categoria quegli operatori ‘incumbent’ che compiano una semplice separazione legale della rete mantenendo il controllo sulla società separata.