Tfr in busta paga a marzo: per chi lo vuole, ecco come si fa

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 febbraio 2015 11:08 | Ultimo aggiornamento: 23 febbraio 2015 11:08
Tfr in busta paga a marzo: per chi lo vuole, ecco come si fa

Tfr in busta paga a marzo: per chi lo vuole, ecco come si fa

ROMA – Tfr in busta paga a marzo: per chi lo vuole, ecco come si fa. Da marzo si potrà ottenere l’anticipo del Tfr (il trattamento integrativo della retribuzione, la classica liquidazione) direttamente con lo stipendio. Il Tfr in busta paga è un’opportunità temporanea (dura tre anni), non un obbligo, concessa ai soli dipendenti privati. Ognuno deve farsi i propri calcoli (prelevarla subito significa accettare una diminuzione del suo rendimento rispetto alla maturazione naturale) ma deve sapere che una volta imboccata la scelta di riceverla subito in busta questa scelta è irreversibile (per i prossimi tre anni non si può tornare indietro). Vediamo i passi necessari al conseguimento del tfr in busta (con l’ausilio delle infografiche prodotte da La Stampa).

Cosa fare per richiedere il Tfr in busta paga.

1) Il lavoratore dipendente dovrà compilare il modello Quir in cui chiederà al proprio datore di lavoro di ricevere il tfr maturando in busta paga.

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2) La richiesta potrà essere fatta partire dal 1° marzo. In ogni caso il lavoratore potrà chiedere il Tfr in busta in ogni momento nel corso dei tre anni in cui sarà in vigore (1 marzo 2015 – 30 giugno 2018).

3) Per le aziende con più di 50 dipendenti, l’erogazione dovrà cominciare entro il mese successivo alla richiesta del dipendente.

4) Per le imprese con meno di 50 dipendenti che dovranno rivolgersi all’apposito fondo bancario, tempi più lunghi: l’erogazione comincerà il mese successivo al via libera degli istituti di credito. Serviranno tre mesi.

Chi può accedere. Possono accedere alla richiesta di trasferimento in busta paga del Tfr solo i dipendenti del settore privato con un contratto in corso da almeno 6 mesi.

Chi non può accedere. Sono esclusi i dipendenti pubblici e i lavoratori di aziende in procedura concorsuale, in ristrutturazione del debito, con cassa integrazione straordinaria o in cig in deroga. Esclusi anche quei dipendenti che hanno utilizzato il Tfr maturato a garanzia di un finanziamento bancario.