Tfr: metà in busta paga. Come funziona la liquidazione, come cambierà

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 settembre 2014 14:40 | Ultimo aggiornamento: 24 settembre 2014 14:40
Tfr: metà in busta paga. Come funziona la liquidazione, come cambierà

Tfr: metà in busta paga. Come funziona la liquidazione, come cambierà

ROMA – Tfr: come funziona oggi, come cambierà con la metà in busta a paga. Secondo i piani del Governo, il trasferimento nella busta paga del lavoratore di metà della liquidazione consentirà un recupero significativo dei consumi, quindi del Pil, la cui mancata crescita inibisce qualsiasi effetto di tagli e sacrifici per ridurre debito e deficit. Vediamo allora come funziona oggi il Tfr (trattamento di fine rapporto) e come funzionerà se il progetto del Governo andrà in porto.

Trattamento di fine rapporto. E’ come viene definita la liquidazione nel settore privato. Raccoglie la somma liquidata al dipendente quando termina il rapporto di lavoro. Viene pagata in una unica soluzione, sommando gli accantonamenti annuali nella misura del 6,91% della retribuzione maturata nel periodo. La rivalutazione di Tfr e liquidazione avviene sulla base di un tasso costituito dall’1,5% in misura fissa più il 75% dell’aumento dell’indice Istat dei prezzi al consumo rilevato a dicembre dell’anno precedente (sulla somma maturata senza quella maturata nell’anno).

La scelta del dipendente. Oggi il lavoratore ha due opzioni: lasciare la liquidazione in forma di Tfr fino alla fine del rapporto o utilizzarla per costituire una pensione integrativa. Se la normativa cambia nel senso indicato dal Governo il lavoratore potrà scegliere anche l’opzione di godere del Tfr subito, in ragione della metà mensile del Tfr maturando.

Quanto tempo? Chi? La misura (optare per metà Tfr subito) sarebbe temporanea e riservata in un primo momento solo al settore privato. La durata massima sarebbe per tre anni.

Come lo usano le aziende. In quelle con più di 50 dipendenti il Tfr viene affidato alla gestione Inps. In quelle con meno di 50 lo gestisce integralmente il datore di lavoro, che lo utilizza anche come fonte di finanziamento. In questo caso, a compensazione del 50% trasferito al dipendente, una soluzione è quella del mantenimento delle meccanismo di agevolazione fiscale previsto per il trasferimento del Tfr ai fondi pensione. In alternativa un dispositivo che agevoli l’accesso al credito per il flusso di Tfr da trasferire in busta paga, magari attraverso la Cassa Depositi e Prestiti.