Parte il test delle aste: in 3 giorni saranno collocati titoli fino a 18,5 mld

Pubblicato il 26 Giugno 2012 9:35 | Ultimo aggiornamento: 26 Giugno 2012 11:41

Piazza Affari (Lapresse)

ROMA – Italia col fiato sospeso per le maxi-aste di fine mese del Tesoro. Ma questa volta la solita tre-giorni di emissioni di titoli di Stato italiani pesa se possibile ancora di più in quanto arriva alla vigilia di un Consiglio Europeo carico di aspettative nel quale si decideranno le sorti dell’euro. L’esito delle aste italiane sarà comunque aiutato da due fattori: l’iniezione di liquidità dei Bot e dei Btp in scadenza, rispettivamente per 9,9 miliardi venerdì e 17 miliardi domenica, e il sostegno della domanda italiana che finora ha assorbito in buona parte le vendite dall’estero.

Sulle scadenze a due e tre anni nella giornata di lunedì la curva dei rendimenti italiana ha sofferto particolarmente, con i tassi a 24 mesi saliti di una quarantina di centesimi dopo il picco al 4,63%, stando alla Reuters: agli inizi di marzo, su quella durata i rendimenti italiani erano riusciti a scendere sotto il 2 per cento. L’asta dei Bot a sei mesi andrà in automatico: il Tesoro emetterà 9 miliardi contro i 9,9 in scadenza e la liquidità in circolazione sarà abbondante, dando sostegno.

Ma l’appuntamento più atteso della settimana è comunque quello di giovedì, quando il Tesoro andrà in asta, oltre che con i quinquennali, con i Btp decennali, titolo guida del rischio-Paese. Lunedì il rendimento dei Btp a dieci anni sul secondario ha sforato nuovamente la soglia del 6% e soltanto un Consiglio Europeo che metta agli atti qualche decisivo progresso verso l’unione bancaria e fiscale europea potrà riportarlo a valori d’inizio marzo, quando viaggiava sotto il 5 per cento. L’emissione dei Btp decennali, per un importo moderato tra i 2 e i 3 miliardi, sarà aiutata dal Btp in scadenza domenica primo luglio per 17,05 miliardi.

Il Tesoro ha intanto venduto Ctz maggio 2014 per 2,99 miliardi di euro contro un obiettivo massimo di 3 miliardi, ma ha dovuto offrire rendimenti più alti, a fronte di una domanda stabile. Il rendimento è salito 4,712% dal 4,037% del 28 maggio, rimanendo dunque sotto la soglia del 5%. Stabile il rapporto domanda e offerta a 1,65 da 1,66 precedente.