Economia

Titoli di Stato, Btp a ruba: spread calo record, rendimenti giù

Titoli di Stato, Btp a ruba: spread record, rendimenti in calo

Titoli di Stato, Btp a ruba: spread record, rendimenti in calo

ROMA, 27 FEB – Buon segnale dai mercati per i titoli di Stato italiani. Tutto esaurito nell’asta dei Btp, con il titolo a cinque anni a minimi storici di rendimento mentre anche sul mercato secondario è calo generalizzato dei tassi, ai minimi dal 2006 sul Btp a dieci anni. Un risultato positivo che accomuna i Paesi principali dell’Eurozona, dalla Grecia alla Francia.

L’appuntamento di fine febbraio, in cui il Tesoro ha collocato interamente 7 miliardi di euro di buoni pluriennali a medio e lungo termine, si chiude con una boccata d’ossigeno per i conti pubblici italiani.

Che, contrariamente a quanto accade di solito, non ha sottratto domanda ai titoli già sul mercato: lo spread chiude a 190, poco mosso, ma il decennale è sceso sotto il 3,5% per la prima volta dal gennaio 2006.

Corsa agli acquisti su tutta la curva delle scadenze, dal titolo a 30 anni (sotto il 4,50% ai minimi dal 2007) a quello a cinque anni (prossimo al 2%, sui minimi storici) fino a quelli a tre e due anni (entrambi ai minimi record, rispettivamente sotto l’1,3% e lo 0,8%).

L’Italia incassa una maggiore credibilità sui conti pubblici e di prospettive di crescita che si cominciano a intravedere (nonostante la revisione a un magro 0,6% del Pil 2014 da parte della Commissione Ue, probabilmente prezzato da tempo dagli investitori).

Ma, soprattutto, c’è un atteggiamento cambiato dei mercati verso i Paesi non “core” dell’area euro: in calo anche lo spread di Spagna (192), con il decennale a minimi record di rendimento, e Portogallo (322, con rendimento ai minimi dal 2010), grazie al rientro di molti investitori dai mercati emergenti. Ai minimi record anche i titoli a due anni irlandesi.

Il tutto è favorito dalle attese crescenti di un intervento della Banca centrale europea, forse un taglio dei tassi, già la prossima settimana, di fronte a un’inflazione dell’Eurozona che rimane meno della metà del livello desiderabile per la Bce (0,7% contro l’obiettivo vicino al 2%). Nell’asta di oggi, facilitata ulteriormente dalla forte liquidità nelle mani degli investitori istituzionali grazie ai 13 miliardi di titoli in scadenza e ai 7 miliardi di cedole in pagamento, il Tesoro ha venduto tutti i 3 miliardi di offerta massima sul Btp a cinque anni e i quattro miliardi del nuovo decennale settembre 2024.

Il rendimento è sceso al 2,14% sul 5 anni, minimo record, e al 3,42% sul decennale, minimo dal 2005, con una domanda degli investitori salita per entrambi a 1,6 volte l’importo offerto. Collocati anche, con rendimenti in deciso calo, due miliardi di Cct indicizzati all’Euribor.

L’asta fa seguito a quella di ieri da 8,5 miliardi sul Bot semestrale, anch’esso al minimo storico (0,455%). Una corsa dei finanziatori a sottoscrivere il debito italiano che dà al Tesoro la possibilità di trovare risorse a basso costo, e che avviene mentre gli investitori tornano a liberarsi di azioni in Europa.

Mentre a Wall Street lo Standard & Poor’s avanza dello 0,3%, vicino a una nuova chiusura record, Francoforte (non lontana anch’essa dai massimi storici) chiude a -0,76%. Parigi è invariata, Madrid a -0,53% e Milano a -0,38%..

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