Torino, indotto Fiat: 15 mila a rischio

Pubblicato il 26 Marzo 2012 20:56 | Ultimo aggiornamento: 26 Marzo 2012 20:59

TORINO, 26 MAR – L'indotto torinese della Fiat e' sempre piu' in crisi: aumenta il ricorso alla cassa integrazione, chiudono le fabbriche e sale la protesta. Oggi sono scesi in piazza i lavoratori della Saturno e quelli dell'Alfa Plast, ci sono stati blocchi stradali e qualche momento di tensione. La Fiom di Torino stima piu' di 15.000 posti di lavoro a rischio tra i 40.000 operai della componentistica auto.

E' in difficolta' la Lear, azienda che produce sedili per auto e vuole ridurre i dipendenti da 579 a 460 (oggi si e' risolto con un nulla di fatto il nuovo incontro presso l'assessorato regionale al Lavoro). Alla Johnson Control che fa sedili per la Mito, i circa 200 dipendenti lavorano due-tre giorni al mese, alla Daytech (tubi di trasmissione olio e filtri) sono in vigore i contratti di solidarieta', mentre l'Alfa Plast (particolari in plastica per auto) e' da un anno senza commesse e la Saturno (anch'essa plastica per auto) ha gia' in corso la procedura fallimentare. Oltre alle aziende metalmeccaniche, sono inc risi quelle chimiche e dei trasporti, quelle delle pulizie de gli addetti alle mense. ''La situazione della componentistica – sottolinea Giorgio Airaudo, responsabile Auto della Fiom – si aggrava visto il calo del mercato dell'automobile e, nella migliore delle ipotesi, il ritardo con cui la Fiat realizza obiettivi e programmi in Italia. Rischia di diventare una vera emergenza.

Servirebbe un tavolo nazionale sul settore autoveicolo a partire dalla Fiat, ma anche questo governo preferisce un rapporto ad personam con l'amministratore delegato piuttosto che un tavolo che impegni il Paese e rilanci il comparto''. ''Fiat – osserva Fabrizio Cellino, presidente dell'Api, l'associazione delle piccole e medie imprese torinesi – puo' contare su un sistema locale di pmi che detiene oggi una vasta e importante capacita' produttiva che non puo' essere trascurata e che e' parte del suo valore. Ci aspettiamo che mantenga i suoi obiettivi in Italia e a Torino in particolare e da parte nostra siamo pronti a lavorare nell'ambito della filiera per raggiungere questo traguardo. Occorre pero' anche una forte attenzione delle Istituzioni locali, cosi' come un atteggiamento costruttivo da parte di tutte le organizzazioni dei lavoratori''.