Piano salva-Grecia. Tremonti: “Scelta giusta”. Scettico Fitoussi

Pubblicato il 27 Marzo 2010 19:48 | Ultimo aggiornamento: 27 Marzo 2010 19:48

Jean Paul Fitoussi

Il piano salva-Grecia non viene trattato direttamente ma a margine dei lavori del Workshop Ambrosetti l’eco della decisione dell’Unione europea, con il coinvolgimento del Fmi, lascia ancora divisi. Se il ministro dell’economia, Giulio Tremonti – nell’unica battuta concessa alla stampa – ribadisce che «è una cosa buona e giusta» e la collega francese Christine Lagarde parla di un accordo «molto soddisfacente», che contiene anche «la determinazione a mantenere stabile l’euro», all’opposto il vicesegretario del Pd Enrico Letta condivide i dubbi della Bce e l’economista Jean Paul Fitoussi lo definisce senza mezzi termini un accordo «non buono».

Un primo test di mercato sarà comunque rappresentato dal lancio di eurobond che – secondo quanto riportato dal Financial Times che cita il responsabile dell’agenzia del debito greca Petros Christodoulou – Atene effettuerà la prossima settimana anche con l’obiettivo di verificare la fiducia dopo l’accordo europeo sul piano di salvataggio. Lagarde, dalla terrazza di Villa d’Este, sottolinea che l’intesa raggiunta è anche «un’ottima notizia dal punto di vista finanziario e tecnico» perchè «abbiamo – sottolinea – un buon mix di solidarietà, competenza finanziaria e determinazione a tenere stabile l’euro».

In riva al lago di Como la spagnola Elena Salgado rileva, invece, che nel caso di accordi bilaterali con la Grecia il suo Paese avrebbe la capacità di reperire le risorse finanziarie per aiutare Atene, qualora questa lo richiedesse. Il ministro iberico delle Finanze coglie l’occasione anche per sgombrare il campo dai dubbi degli operatori di mercato sul debito pubblico.

«Gli spagnoli» non hanno alcuna paura in questo senso, sostiene, anche perchè «il nostro livello di debito (in percentuale sul Pil n.d.r.) è inferiore di 20 punti, rispetto alla media degli altri stati europei». Ed è anche per questo che la Spagna, nell’ambito di un’intesa bilaterale potrebbe «andare sui mercati e raccogliere il denaro sufficiente» qualora Atene lo richiedesse.

Fuori dal coro Jean Paul Fitoussi. L’economista francese è drastico: «Non è un buon piano», afferma e poi aggiunge: «Non capisco perchè l’Europa abbia fatto intervenire il Fmi, non ho capito – ripete a margine dei lavori del Workshop Ambrosetti – perchè l’Europa non abbia fatto da sè facendo funzionare la normale solidarietà nell’Unione». Fitoussi teme «le conseguenze: Portogallo e Spagna hanno già avviato delle politiche di austerità, l’Italia va a fare un piano di austerità e la Francia un piano di rigore mentre siamo in una crisi di mercato che non è ancora finita». L’Europa ne esce indebolita e non ultimo, fa notare Letta «l’idea che la Grecia debba essere salvata da Washington seppellisce l’idea di un Fondo Monetario europeo che sia in grado di fare più unione economica e accompagnare la crescita dell’euro»