Stipendi: 80 euro addio nel 2020? Tria: “Sbagliati, li riassorbiremo. Con la riforma dell’Irpef”. State sereni…

di Dini Casali
Pubblicato il 21 Maggio 2019 11:39 | Ultimo aggiornamento: 21 Maggio 2019 13:44
Tria contro gli 80 euro: "Sbagliati, li riassorbiremo". Dove, quando? "Con la riforma dell'Irpef". State sereni...

Tria contro gli 80 euro: “Sbagliati, li riassorbiremo”. Dove, quando? “Con la riforma dell’Irpef”. State sereni…

ROMA – Dopo le elezioni europee, se il governo giallo-verde sopravviverà alle sue quotidiane liti intestine, più di undici milioni di lavoratori dipendenti italiani sotto i 1500 euro al mese dovranno rinunciare ai quasi mille euro l’anno di sconto Irpef del cosiddetto bonus Renzi da 80 euro mensili?

Di sicuro questa specie di quattordicesima che costa una decina di miliardi l’anno e che ha rafforzato il potere d’acquisto degli stipendi medio-bassi è il bersaglio ideologico perfetto, la misura da rottamare per eccellenza: per il ministro dell’Economia Giovanni Tria il bonus introdotto dal governo Renzi nel 2014 (proprio alla vigilia dell’ultimo voto europeo) è “tecnicamente sbagliato”, se si procederà a una riforma dell’Irpef (flat tax o altro si vedrà) gli 80 euro “verranno riassorbiti”.

Non è la sola cattiva notizia che Tria aveva in serbo (sebbene senza una complicata e difficile riforma fiscale, chi si assumerebbe l’onere di cancellare quegli 80 euro?): stavolta il più deluso è Luigi Di Maio che già aveva messo le mani sul presunto tesoretto da un miliardo che si dovrebbe risparmiare sulle coperture finanziarie del reddito di cittadinanza per girarlo come copertura per le misure a sostegno della famiglia.

Se quel miliardo ci sarà, obietta Tria, non possiamo saperlo oggi, e in ogni caso non si può inserirlo nel bilancio di quest’anno. Il piatto piange, conferma Tria, ma sforamenti sul deficit non sono all’ordine del giorno per il semplice motivo che è inutile farli solo per pagare interessi sul debito più alti.

Deficit: “Se sforiamo di 2/3 mld ci troviamo interessi in più per 2/3 mld”. “Non è una decisione autonoma dai mercati perché significa prendere denaro a prestito, il deficit significa che qualcuno sia disponibile a prestarci del denaro a quel tasso di interesse. Inutile pensare di fare un deficit per 2-3 miliardi in più quando poi per fare questo dobbiamo fare interessi aggiuntivi per 2-3 miliardi”. Lo sa lui, lo sanno mercati e istituzioni finanziarie: lo sanno anche Di Maio e Salvini, oppure a loro deve spiegarlo meglio? Tria scommette di no: “Salvini lo sa bene e non devo spiegare nulla a nessuno. C’è una campagna elettorale in atto…”.

“80 euro tecnicamente errati, verranno riassorbiti”. “Nell’ambito di una riforma fiscale gli 80 euro vengono riassorbiti. Tecnicamente è stata una decisione sbagliata, risultano come spese e non come un prelievo. Inoltre tecnicamente è stato un provvedimento fatto male”. Così il ministro dell’Economia, Giovanni Tria parlando ad Agorà degli 80 euro che – ha ricordato – sono stati adottati dall’ex premier Renzi spendendo 10 miliardi poco prima delle precedenti elezioni europee.

Coperture su decreto famiglia “non individuate”. “Non sappiamo cosa sia questo miliardo. Se si spenderà meno di quanto preventivato (per il reddito di cittadinanza, ndr) si saprà a fine anno e non adesso. E’ inoltre chiaro che queste spese non possono essere portate all’anno successivo”. E’ quanto ha affermato il ministro dell’Economia, Giovanni Tria in una intervista ad Agorà parlando delle coperture del decreto famiglia che – ha spiegato – “per ora non sono state individuate”. Il provvedimento – ha spiegato – è stato rinviato. (fonte Ansa)