“Buono vacanze” per gli indigenti: misura fuori luogo come la social card

Pubblicato il 23 Dicembre 2009 12:21 | Ultimo aggiornamento: 23 Dicembre 2009 12:45

vacanzeMandiamo i poveri in vacanza: l’ultima trovata del governo a sostegno dei più svantaggiati economicamente sembra una burla, ma non lo è. Come se un nullatenente avesse come primo pensiero la mattina quello di partecipare al “gioco-aperitivo” degli animatori della Valtour, o sognasse costantemente pinne fucili e occhiali. Il suo incubo privato – perché non muore dal desiderio di spifferarlo ai quattro venti – è l’umiliazione di non arrivare a fine mese, non procurare il minimo alla propria famiglia, inventarsi ogni santo giorno un modo dignitoso per sbarcare il lunario. Il fallimento della social card non ha insegnato proprio nulla: pochi poveri intercettati dalla mancia governativa, umiliante messa in scena di classe, risultati ridicoli a fronte di promesse roboanti (ridotta di appena 0,4 punti percentuale la quota delle famiglie assolutamente povere, parliamo di 91 mila famiglie su un milione).

In pratica: “Guadagni 800 euro al mese, hai 3 figli, il mutuo e tutte le spese, però ora puoi usufruire di una vacanza a metà prezzo. Sei contento?”. Questa la proposta e magari vorrebbero pure un ringraziamento, o più verosimilmente, il voto.

I buoni vacanze a sostegno delle fasce economicamente più deboli saranno messi a disposizione dal Governo da gennaio a giugno. L’iniziativa, nota da qualche tempo, è stata presentata e illustrata nei dettagli dal ministro del Turismo Michela Brambilla. Il Governo ha stanziato, per questa prima fase, 5 milioni di euro a copertura del 45% della spesa prevista per le vacanze di coloro che sono da considerare economicamente in difficoltà.

I buoni vacanze, ha sottolineato il ministro Brambilla «danno anche una concreta attuazione ai principi fondamentali della ‘dichiarazione di Montreal’ che ha definito il turismo sociale come un creatore della società e un fattore di crescita economica».

Dal 20 gennaio, ha spiegato il ministro, si apriranno le prenotazioni vere e proprie e attraverso una procedura che potrà essere effettuata direttamente online si potrà richiedere il proprio buono vacanza. «Grazie ai buoni vacanze stimoleremo un giro d’affari nel settore turistico che si aggira intorno ai 170 milioni per le sole strutture ricettive. Mentre considerando anche ristoranti, centri sportivi, servizi di trasporto e musei l’indotto sarà di circa il triplo», ha concluso la Brambilla.

Quali sono i paletti? Ce ne sono molti ma va soprattutto ricordato che chi usufruirà dei buoni (solo cittadini italiani residenti in Italia e appartenenti a nuclei familiari che rientrano in determinate fasce di reddito) potrà partire solo in bassa stagione e in una serie di strutture convenzionate con l’iniziativa.

Chi soffre drammaticamente la crisi economica e chi arriva a stento a fine mese può dunque usufruire di una vacanza a metà prezzo. Certo un bello svago ma forse chi ha patemi economici avrebbe preferito ben altre sovvenzioni, magari più concrete.