Twiga Briatore: incasso 4 milioni l’anno, affitto allo Stato 17mila

di Dini Casali
Pubblicato il 15 marzo 2019 9:34 | Ultimo aggiornamento: 15 marzo 2019 9:36
Twiga Briatore: incasso 4 milioni l'anno, affitto allo Stato 17mila

Twiga Briatore: incasso 4 milioni l’anno, affitto allo Stato 17mila

ROMA – Il Twiga, lo stabilimento balneare fra i più esclusivi d’Italia affacciato sul lido di Marina di Pietrasanta, fattura all’anno circa 4 milioni di euro, pagando una concessione d’affitto allo Stato, che come Demanio possiede la spiaggia, di appena 17.619 euro.

Lo stabilimento di Flavio Briatore non è l’unico a fare enormi profitti grazie all’abilità del manager a catalizzare il turismo di lusso e a beneficiare di condizioni di assoluto favore perché, a conti fatti, il lido rende 227 volte l’investimento iniziale dell’affitto annuale allo Stato. Che durerà, a dispetto della direttiva Bolkestein del 2006 e le ingiunzioni europee all’Italia a conformarsi alla legge per rendere contendibili le concessioni e cioè a metterle a gara. 

Tutt’altro che recepita la direttiva, di proroga in proroga, si è giunti all’ultima del governo Lega-M5S che mantiene lo status quo per altri 15 anni: fino al 2034, per esempio, il Twiga resterà di Briatore. Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera si chiede, “se il fatturato è di quattro milioni l’anno può pesare  l’affitto dell’area solo un 227esimo”? E cioè quanto lo stabilimento guadagna in un giorno e mezzo, visto che ad esempio il noleggio ad agosto del Presidential Gazebo costa mille euro al giorno. 

Sulle spiagge, precisa Angelo Bonelli dei Verdi, si paga allo Stato un canone di solo 1,27 euro metro quadro/anno per la parte non ricoperta da strutture “e Nomisma parla di un fatturato per le oltre 20.000 attività turistico ricreative che insistono sul demanio marittimo di quasi 10 miliardi di euro l’anno e per fare qualche esempio l’albergo di lusso di Cala di Volpe, che ha in concessione a porto Cervo in Sardegna l’esclusiva spiaggia di Liscia Ruya paga la cifra di 520 euro l’anno”.

“Dopo le norme approvate nell’ultima legge di bilancio come il salva ville sul demanio, la proroga della Bolkestein e il via libera a nuove concessioni con conseguente privatizzazione e cementificazione delle ultime spiagge libere, prosegue l’assalto alle coste, preparando la strada alla sdemanializzazione ovvero alla svendita di un bene comune come i litorali del nostro paese”, conclude Bonelli.

(fonte Corriere della Sera)