Twitter si apre alla pubblicità

Pubblicato il 13 Aprile 2010 16:55 | Ultimo aggiornamento: 13 Aprile 2010 16:55

Il 14 e 15 aprile si terrà a San Francisco la conferenza ufficiale degli sviluppatori del servizio di microblogging

Per la prima volta Twitter, il servizio di microblogging lanciato nel 2006, si apre alla pubblicità e ai profitti che da essa possono derivare.

A poche ore dall’inizio del Chirp, la conferenza ufficiale degli sviluppatori del servizio di microblogging che si terrà a San Francisco il 14 e il 15 aprile, Twitter ha finalmente svelato il suo “business model”, ovvero il sistema attraverso cui i suoi creatori pensano di poter guadagnare. Nel giro di poche ore saranno disponibili i “Promoted Tweets”, dei post sponsorizzati dagli inserzionisti che compariranno in cima alle ricerche sul motore interno di Twitter quando si cercano determinate parole chiave. Un sistema uguale a quello che ha reso Google una macchina da soldi. Inoltre, Twitter pensa di mostrare i Promoted Tweets nel flusso globale di post, in base alla rilevanza che possono avere per il singolo utente. Molte aziende hanno già aderito al nuovo piano, incluse Virgin, Starbucks e Best Buy.

Nonostante sia stato lanciato nel 2006, Twitter è stato unicamente alimentato dai capitali dei finanziatori (e in parte da alcuni accordi con i motori di ricerca) e ha puntato ad accrescere la sua popolarità prima di trovare un modo per renderla remunerativa. I “Promoted Tweets” sono il primo passo verso un vero modello di business. In futuro si attende l’inserimento delle pubblicità direttamente nello stream di informazioni che visualizzano gli utenti.

La nuova funzione di Twitter permetterà ai Tweet sponsorizzati di mantenere una certa evidenza, senza essere sommersi dal flusso di post in tempo reale. I Promoted Tweets che non raggiungeranno un determinato numero di clic saranno rimossi, e gli inserzionisti non dovranno pagare.

E’ prevedibile che il volume di affari raggiunga cifre stellari, considerato l’immenso bacino di utenza del sito di microblogging: nel solo mese di marzo Twitter ha totalizzato 22.3 milioni di utenti unici, senza conteggiare gli accessi effettuati dagli smart phone, per cui attualmente non esiste un metodo di rilevazione. Attualmente Twitter “sopravvive” grazie ad alcuni accordi stretti con Google, Yahoo e Microsoft che permettono ai motori di ricerca di mostrare i tweets fra i loro risultati.