Ubi Banca sotto accusa. Pm: Irregolare elezione vertici 2013

di Paolo Algisi (Ansa)
Pubblicato il 14 febbraio 2015 7:33 | Ultimo aggiornamento: 14 febbraio 2015 0:49
Ubi Banca sotto accusa. Pm: Irregolare elezione vertici 2013

Ubi Banca sotto accusa. Pm: Irregolare elezione vertici 2013

(ANSA) – MILANO- L’assemblea che nel 2013 ha eletto l’attuale consiglio di sorveglianza di Ubi Banca, presieduto da Andrea Moltrasio, “si sarebbe svolta in maniera del tutto irregolare” a causa di “atti simulati o fraudolenti” nella raccolta delle deleghe, con l’effetto di “determinare la maggioranza a vantaggio” dello storico gruppo dirigente dell’istituto. E’ l’atto d’accusa contenuto nel decreto con cui il pm di Bergamo, Fabio Pelosi, ha incaricato il Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza di Milano di perquisire mercoledì scorso le sedi di Ubi Banca, della Cdo e della Confiab di Bergamo, indagando undici persone, tra cui sei tra i massimi esponenti del mondo di Ubi (Victor Massiah, Moltrasio, Mario Cera, Giovanni Bazoli, Emilio Zanetti e Franco Polotti) per illecita influenza sull’assemblea.

Pelosi accusa il vertice di Ubi Banca di “un ‘reclutamento’ serrato che ha visto le strutture aziendali piegate agli interessi dei membri delle associazioni” Banca Lombarda e Piemontese e Amici di Ubi Banca (i cui referenti sono indicati in Bazoli e Zanetti), “secondo un meccanismo di proselitismo finalizzato alla conservazione del potere nelle mani del medesimo gruppo dirigente”. Dalla testimonianza di oltre un centinaio di soci che hanno votato la lista Moltrasio, emerge “la diffusa pratica di chiedere deleghe in bianco” o “addirittura ad insaputa dei clienti”.

Nella prassi “sarebbero coinvolti anche esponenti di livello apicale del gruppo Ubi, essendo emerso che la stessa struttura organizzativa sarebbe stata utilizzata per acquisire dai clienti-azionisti ‘deleghe in bianco’”. In particolare “taluni direttori di filiale”, sentiti dagli inquirenti, hanno “confermato la prassi di raccolta di deleghe in bianco” e hanno “riferito di aver partecipato a incontri mensili organizzati dai propri referenti gerarchici” nel corso dei quali “ricevevano disposizioni sulle modalità di raccolta delle deleghe in bianco nonché invitati a svolgere proselitismo in favore” della lista Moltrasio.

Tra gli organizzatori degli incontri sono stati indicati tre direttori territoriali (nessuno dei quali indagato) e il direttore generale della Banca Commercio & industria, Marco Mandelli. Ad avvalorare la tesi dell’accusa anche la testimonianza dell’ex dg della Popolare di Bergamo, Giuseppe Masnaga, uscito dalla banca in polemica con l’ex presidente Zanetti, che avrebbe “evidenziato la presenza di un’attività di condizionamento nei confronti dei dipendenti-collaboratori della banca, generando una vera e propria ‘filiera’ finalizzata alla ricerca dei voti”. La ricostruzione dell’accusa, di cui Ubi Banca sottolinea anche un errore nel calcolo dei voti, è stata rigettata dalla banca: l’attuale amministratore delegato Massiah ha detto ieri che “non c’era un sistema” per raccogliere deleghe “nella maniera più assoluta” mentre eventuali pressioni sui dipendenti per indirizzare voti a favore della lista Moltrasio, se provate, sono da imputare all’ “iniziativa personale” di singoli.

La banca, ricordando di aver vietato con circolare interna la raccolta di deleghe in bianco, ha inoltre evidenziato che il distacco di voti tra la lista Moltrasio e quella guidata da Andrea Resti, arrivata seconda, è stato tale che il risultato potrebbe dirsi “falsato solo in una situazione in cui circa il 60% dei voti in delega (2.625 su 4.469, ndr) fosse stato ottenuto in maniera meno che corretta”..